Nella suggestiva Sala degli Specchi del Teatro Francesco Stabile è stato presentato ufficialmente il concerto “Le note dell’anima — III edizione”, promosso dal Liceo Musicale Walter Gropius e in programma il prossimo 22 aprile nella Cattedrale di San Gerardo alle ore 19.00, un appuntamento che si inserisce nel calendario del Giubileo Francescano e che promette di andare oltre la dimensione del semplice evento musicale.
Al centro della conferenza stampa, un’immagine tanto tecnica quanto evocativa: quella dell’“anima”, il piccolo cilindro di legno nascosto all’interno degli strumenti ad arco. Invisibile, silenziosa, ma essenziale. Senza di essa il suono perde vita, si spegne, si svuota. È proprio da questa metafora che nasce il titolo del concerto, costruito come un viaggio tra interiorità e armonia.
«Toglietela, e il suono si fa opaco, sordo, spento. Rimettetela al posto giusto — e lo strumento torna a parlare». Parole che sintetizzano lo spirito dell’iniziativa, pensata come un’esperienza capace di connettere musica e dimensione spirituale. Il progetto nasce dalla sinergia tra il Comune di Potenza, l’Associazione R. Leoncavallo e APS SMAC Angolo Creativo – Lucania Classica, e trova nel contesto del Giubileo Francescano una cornice ideale: un tempo dedicato alla riflessione, alla pace e alla fraternità, in cui la musica diventa linguaggio universale e ponte tra le persone.
Protagonisti della serata saranno l’Orchestra e il Coro del Liceo Musicale Walter Gropius, realtà che negli anni si sono distinte per qualità e maturità artistica. A dirigerli sarà il Maestro Simone Genuini, figura di riconosciuto prestigio nel panorama musicale, la cui presenza conferma l’ambizione e il valore dell’iniziativa.
L’appuntamento è fissato per le ore 19:00 del 22 aprile. E non è casuale la scelta della cattedrale come luogo del concerto: qui la musica non si limita a essere ascoltata, ma diventa esperienza condivisa, quasi un rito. L’acustica naturale dello spazio sacro e la sua forza simbolica amplificano ogni suono, trasformandolo in emozione e riflessione.
“Le note dell’anima” si presenta così come un evento capace di parlare a tutti, non solo agli appassionati. Perché, come suggerisce la stessa metafora da cui prende il nome, ciò che davvero dà senso alla musica — e forse anche alla vita — è spesso ciò che non si vede, ma si sente profondamente.