Il consigliere del Movimento per le autonomie in una interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta chiede “l’intervento della Regione per evitare che i Comuni vadano al collasso per la mancata erogazione dei fondi relativi al sisma del 1998”
“E’ paradossale – dice Mollica – che i Comuni che hanno assunto impegni si vedano ulteriormente penalizzati anche dai ritardi nell’erogazione dei contributi promessi e concessi loro dalla Regione. Sin dal 2004 – prosegue Mollica – si disponeva che le minori entrate nelle casse comunali, dovute all’inapplicabilità dell’imposta sugli immobili, riferita ai fabbricati colpiti dall’evento sismico del 1998, avrebbero trovato soddisfacimento nell’ambito dei trasferimenti erariali ordinari in favore degli Enti locali. Ecco allora che, dal 2009 la Giunta regionale, attingendo dai fondi destinati alle attività di ricostruzione edilizia comunale, anticipava ai Comuni interessati un buono contributo sui suddetti fondi. Uguale misura di stanziamento viene adottata nell’anno 2010, sicchè i Comuni, principalmente quelli dell’area Lagonegrese – Pollino, prontamente inseriscono le somme a loro riconosciute nelle voci di entrata dei rispettivi bilanci”.
“Ma, a distanza di mesi ormai – continua il capogruppo Mpa – e in prossimità della data di chiusura dei bilanci 2010, gli stanziamenti previsti dalla Regione non vengono trasferiti ai Comuni e questo, naturalmente, crea di fatto un problema grave per gli assestamenti dei bilanci degli Enti locali, non potendo gli stessi far fronte al mancato introito previsto. I Comuni rappresentano l’interfaccia delle istituzioni nei confronti dei cittadini che, giustamente, pretendono servizi efficienti. Operano costantemente in frontiera e non possono accettare il ripetersi di ritardi nelle erogazioni dei contributi, che, tra l’altro, denunciano inadeguatezza ed inefficienza da parte della nostra Regione.
Gli Enti locali, oggi – conclude Mollica – già sono costretti a vivere con l’acqua alla gola a causa dei continui ed ingiustificati tagli, se a ciò aggiungiamo i ritardi nell’erogazione dei contributi rischiamo di non far mantenere agli stessi gli impegni assunti e di non poter garantire loro una sana gestione”.