Il Conservatorio di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera si prepara a vivere uno dei momenti più significativi e identitari del proprio anno accademico con la nuova stagione dei “Saggi di Studio” 2025/2026, il tradizionale ciclo di concerti che vedrà protagonisti gli allievi delle diverse classi strumentali e di musica d’insieme dell’Istituzione materana.
Un articolato calendario di appuntamenti, in programma dal 27 maggio al 15 giugno 2026, offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro didattico, artistico e formativo sviluppato nel corso dell’anno accademico.
Più che semplici esibizioni finali, i saggi rappresentano il momento apicale di un percorso educativo complesso e rigoroso, nel quale studio individuale, pratica interpretativa, consapevolezza musicale e crescita personale convergono in un’esperienza artistica condivisa. È qui che il lavoro quotidiano svolto nelle classi trova la sua naturale sintesi pubblica, trasformandosi in occasione di confronto, maturazione e dialogo con il territorio.
Da sempre il Conservatorio di Matera costituisce un punto di riferimento culturale per la città e per l’intero Mezzogiorno, distinguendosi come una delle realtà di alta formazione musicale più dinamiche e riconosciute a livello nazionale. I “Saggi di Studio” incarnano pienamente questa vocazione, restituendo alla comunità il valore di un’istituzione che forma interpreti, docenti, compositori e professionisti della musica attraverso una proposta didattica ampia, aggiornata e profondamente radicata nella qualità artistica.
L’edizione 2026 coinvolgerà numerose classi e dipartimenti, offrendo una panoramica ricca e articolata dei percorsi formativi del Conservatorio. Il pubblico potrà assistere alle esibizioni delle classi di trombone, eufonio, sassolfono e basso tuba dei maestri A. Reda, V. Soranno e M. Cantatore, delle classi di pianoforte dei maestri M. Francione, P. Giliberti, G. Digena, P. Montemurro ed E. Grilletti, oltre ai concerti dedicati al violino, alla viola e al violoncello con gli allievi dei maestri G. Sevi, L. Monaco, M. Capece, A. Serova, L. Rundo, A. Di Marzio e S. Severi.
Ampio spazio sarà riservato anche alla musica da camera, all’accompagnamento pianistico e agli strumenti storici e popolari, con appuntamenti dedicati alle classi di A. De Felice, S. Vecerina, D. Monteduro, G. Ciaramella, F. Cera, G. Tannoia, oltre alle classi di chitarra dei maestri A. Rugolo e A. Gillo e alla classe di arpa di N. Del Popolo.
Il cartellone testimonia non soltanto la varietà dell’offerta formativa del Conservatorio, ma anche la sua capacità di valorizzare repertori, linguaggi e sensibilità differenti, costruendo percorsi artistici che spaziano dalla tradizione classica alla musica d’insieme, dalla pratica solistica alla dimensione cameristica.
«I saggi di fine anno – dichiara Carmine Antonio Catenazzo, direttore del Conservatorio di Matera – rappresentano uno dei momenti più autentici e significativi della vita del Conservatorio, perché restituiscono il senso profondo della nostra missione formativa. Dietro ogni esecuzione vi sono mesi di studio, disciplina, ricerca interpretativa e crescita personale. Per i nostri studenti il palcoscenico diventa occasione di maturazione artistica e umana; per il pubblico, invece, è l’opportunità di entrare in contatto con il lavoro quotidiano di una istituzione che da decenni costituisce un presidio culturale di eccellenza per Matera e per l’intero territorio. La qualità e la varietà del programma testimoniano il livello della nostra offerta didattica e l’impegno costante dei docenti nel formare musicisti preparati, consapevoli e aperti al dialogo con la contemporaneità».
«La stagione dei saggi – afferma il Presidente Michele Niglio – è anche il segno concreto della vitalità culturale del Conservatorio “Duni” e della sua capacità di essere un luogo di produzione artistica, formazione e partecipazione. Attraverso questi appuntamenti il Conservatorio si apre alla città, condividendo talenti, competenze e percorsi di crescita che costituiscono un patrimonio collettivo. Sostenere la formazione musicale significa investire nel futuro culturale del territorio e nella valorizzazione delle giovani generazioni. I saggi sono dunque non solo una conclusione del percorso accademico, ma anche un nuovo punto di partenza per tanti giovani artisti che si affacciano al mondo professionale della musica».