I lavori della Quinta commissione consiliare

Audito il Dirigente generale del Dipartimento Presidenza della Giunta regionale

Si è riunita questa mattina, presso la sala del Parlamentino del Consiglio regionale, la Quinta Commissione consiliare permanente, “Controllo, Verifica, Monitoraggio”. A presiedere i lavori il consigliere Napoli (Pdl), presenti i consiglieri Dalessandro e Robortella (Pd), Navazio (Ial), Scaglione (Pu), Romaniello (Sel), Singetta (Api), Vita (Psi), Mollica (Mpa) e Falotico (Plb).

E’ intervenuto ai lavori il dirigente generale del dipartimento Presidenza della Giunta regionale, Angelo Nardozza, in merito alla stipula dei contratti in derivati, avvenuta nel luglio 2006, per un valore di 218 milioni di euro. Nell’illustrare la vicenda, Nardozza ha ripercorso le tappe che hanno portato alla stipula dei contratti, sottolineandone i riflessi finanziari per la Regione Basilicata e fornendo precisazioni in merito agli utili ed alle perdite. Per Nardozza “si è trattato di una operazione positiva che non ha comportato rischi per la Regione”.

Il presidente Napoli, dal canto suo, nel comunicare che la questione verrà affrontata in altra seduta dell’organismo consiliare, ha dichiarato che “acquisita la documentazione, occorrono i necessari approfondimenti, stante la sottoscrizione dei contratti in lingua inglese con l’applicazione di norme e disposizioni, in caso di contenzioso, applicabili dinanzi la giurisdizione anglosassone. Si rende necessaria – ha proseguito Napoli – un’analisi puntuale della vicenda tenuto conto degli effetti prodotti da un’operazione finanziaria alquanto delicata. Occorrerà all’esito – ha aggiunto – al di là degli aspetti tecnici e di quelli di natura contabile, esprimere una valutazione di natura politica sul ricorso da parte della Regione Basilicata ai contratti in derivati che hanno prodotto negatività ad altri Enti in tutto il Paese. Sarà necessario altresì – ha concluso Napoli – valutare l’opportunità di alcuni atti stipulati dalla Regione Basilicata che alimentano non pochi dubbi circa la trasparenza di un’operazione di natura finanziaria complessa”.
 

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