“Il trentennale del terremoto all’insegna dell’effimero e dell’ipocrisia. Una sorta di sagra per autocelebrazioni sui risultati positivi conseguiti e sui quali poco o niente ha partecipato l’attuale classe dirigente. Non un affondo, un dibattito serrato, una proposta concreta sui problemi reali ancora aperti e irrisolti: il completamento della ricostruzione con la messa in sicurezza di tutti gli edifici, sia privati (lettere B e C della legge 32 del 1992) che pubblici (scuole,uffici ecc) e lo sviluppo industriale dell’intero territorio. Un territorio a rischio simico, con una condizione geologica che non può e non deve essere ignorata, ricco di molti scheletri di aziende che avrebbero dovuto portare lo sviluppo sociale ed economico e che invece hanno lasciato fallimenti e cassa integrazioni”.
E’ quanto ha dichiarato il presidente regionale dei Liberi e Forti, Vincenzo Giuliano, già presidente dell’Anci Basilicata dal 1985 al 2004, e sindaco dal 1980 al 2004 di Satriano, comune gravemente danneggiato dal terremoto dell’80.
“Non una risposta nelle manifestazioni celebrative del trentennale – ha continuato Giuliano – alle tante sollecitazioni e proposte concrete avanzate negli ultimi dieci anni. Non una parola sulla ipotesi: di un progetto speciale nel quale ciascuno (stato centrale-unione europea-regione-comune-privati) compartecipasse al finanziamento, utilizzando anche un prestito di lungo tempo presso la BEI (banca centrale europea); della costituzione di un gruppo di esperti della regione, provincia, comuni-anci per l’elaborazione di un progetto di protezione civile. Eppure, nel 2000, ci si era lasciati con una legge regionale (la legge 49 del 1998) che doveva monitorare, rimuovere, quantificare e reperire le risorse per completare la ricostruzione entro sei mesi dalla sua emanazione. Oggi ci ritroviamo con una legge regionale che non è riuscita neanche a rimuovere le giacenze di cassa a favore dei terremotati.
Un trentennale – ha sottolineato Giuliano – che non è stato capace neanche di recuperare rapporti corretti sul piano comportamentale con quanti sono stati i protagonisti di quegli anni di duro lavoro, per dare continuità all’azione ricostruttiva messa in atto da sindaci, assessori e consiglieri comunali di quegli anni. Ringraziamenti a destra e a manca con esclusione di chi si è speso ed ha fronteggiato in prima linea il terremoto, contribuendo: a mantenere alto il buon nome della Basilicata sul piano politico, amministrativo ed etico-giudiziario; a costruire le basi per una protezione civile all’avanguardia; a reperire fondi per la ricostruzione; a rivendicare e proporre norme legislative più rispondenti alle nostra esigenze; a dotare i comuni di uffici tecnici e di figure professionali specializzate.
Più che rilasciare medaglie – ha concluso l’ex presidente dell’Anci Basilicata, il trentennale doveva lasciare un messaggio di speranza alle molte famiglie che sono ancora esposte al rischio sismico e ai tantissimi disoccupati e cassintegrati dell’industrializzazione post sisma ai quali il terremoto non ha certamente dato loro benefici né sul piano occupazionale e né tanto meno su quello politico, come è successo per tanti”.
BAS 05