Europa unita con lo sguardo rivolto al Mediterraneo

Nella giornata dedicata alla Ue un ampio spazio lo ha avuto la Summer School, voluta dalla Presidenza della Giunta regionale. L’iniziativa prende il via quest'anno a Maratea per diventare una realtà stabile

Il 9 maggio 1950 nasceva l'Europa comunitaria. Oggi a 61 anni di distanza, il processo non può dirsi ancora del tutto compiuto, ma l'orizzonte si sposta oltre i confini geografici del Vecchio Continente, proiettandosi, in particolare, in quel Mare Nostrum che è stato culla della nostra civiltà e oggi si pone come luogo di notevoli fermenti.
Il cuore delle celebrazioni della Festa dell'Europa in Basilicata è stato proprio questo: da una parte consolidare la consapevolezza di appartenere a una nuova realtà di dimensione continentale, dall'altra spingere oltre lo sguardo, a quel bacino del Mediterraneo che è più vicino geograficamente di quanto lo sia nel pensiero delle persone.
È anche per questo che nella giornata dedicata all'Europa un ruolo centrale lo ha avuto un'iniziativa della Presidenza della Regione Basilicata, ossia la Summer School sul Mediterraneo, identità e alterità dell'Europa, fortemente voluta proprio dal presidente Vito De Filippo (che ne è membro del comitato scientifico), che prende il via quest'anno a Maratea ma già con la proiezione di diventare una realtà stabile.
A lavorare su temi di filosofia politica che partono dall'Europa ma ne ampliano l'orizzonte a confini in questi giorni di forte attualità sono istituzioni e realtà di rilievo, ossia l'Università degli Studi della Basilicata, l'Università "Vita-Salute" S. Raffaele di Milano e l'associazione Basilicata 1799 con corsi tenuti dai professori Massimo Cacciari, Pasquale Frascolla, Giuseppe Girgenti, Roberta Sala, Rosario Sommella e Luigi Stanzione, Francesco Valagussa.
“Nella crisi attuale – sostiene Massimo Cacciari – è difficile individuare le linee di tendenza dell'evoluzione del "sistema-mondo". Bisogna capire se si procede ad uno scontro tra "visioni del mondo" – sostenute da grandi religioni o ideologie – oppure si procede verso un pensiero unico e capire inoltre se l'affermazione di un pensiero unico non comporta forse l'idea di un Impero. Viceversa: se il processo è, invece, verso un assetto policentrico bisogna interrogarsi con quale gerarchie esso potrà realizzarsi, cercando di scoprire, tra le scale di valore molteplici che esso presuppone, quale comparazione sarà possibile. Sono queste alcune delle questioni incalzano. La Summer School – conclude Massimo Cacciari- è diretta esclusivamente a elaborare un vocabolario idoneo a formularle con chiarezza".
Un modo attuale di promuovere un senso di appartenenza che vada oltre i soli confini nazionali che possa anche completare il cammino fatto nella costruzione dei "cittadini europei". Un processo, quest'ultimo fotografato da un'indagine demoscopia realizzata in Basilicata dalla Swg.
L’indagine ha coinvolto un campione di circa 800 lucani rappresentativo dell’intera popolazione regionale. La percentuale di lucani convinti che l’Italia abbia tratto più vantaggi con l’ingresso in Europa risulta massima tra quanti pensano che in Basilicata i fondi siano stati spesi in modo “molto efficace” (57%), permane elevata tra quanti pensano sia stata “abbastanza efficace” (50%), crolla fino a raggiungere il 25% tra chi la considera del tutto inefficace.
Non sono europeisti invece coloro che non sono informati sull’impiego dei fondi europei
Il 22% soprattutto gli anziani, considerano l’appartenenza all’UE non incisiva sulle opportunità di sviluppo per il Paese. Un quarto dei lucani, soprattutto quelli meno scolarizzati, considera svantaggioso l’ingresso dell’Italia nella UE. Ciò avviene nonostante la popolazione appaia oggi molto più consapevole del ruolo giocato dalla UE nell’erogazione di fondi per i progetti di sviluppo della regione. La mancata conoscenza delle fonti di finanziamento istituzionale che nel 2008 abbracciava quasi la metà del campione, oggi risulta ridotta al 17% (-31 punti percentuali).
La percezione dei cittadini, comunque, è diversa rispetto a quella degli addetti ai lavori. Tra quanti operano con i fondi europei c'è una maggiore consapevolezza, e spesso una migliore valutazione dell'efficacia, e proprio a diffondere a tutti questo patrimonio informativo ha mirato un notevole sforzo di comunicazione portato avanti nell'ambito dei programmi comunitari. Temi che sono stati analizzati nella giornata conclusiva delle iniziative della settimana dell'Europa 2011 in Basilicata con un risultato impegnativo: la Basilicata ha saputo cogliere meglio di altre realtà le opportunità date dall’Europa, ma c'è comunque ancora tanto da fare e le basi di questo lavoro verranno anche con la programmazione delle attività del nuovo ciclo di interventi che partirà dopo il 2013.
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