Come sfameremo 10 miliardi di persone nel 2050? Aumentare la produzione delle risorse alimentari è davvero la scelta migliore?
È a queste domande che risponde il nuovo documentario di Francesco De Augustinis, How to Feed the Planet (Come nutrire il Pianeta), che sarà ospite, mercoledì 17 giugno, nel primo appuntamento della XXIII edizione di “OasiCinema, il cinema dell’ambiente”, il film vuole mettere in discussione i grandi dogmi dell’industria alimentare, uno su tutti la dieta mediterranea, e porta alla luce il ruolo sottovalutato delle risorse alimentari nell’innescare alcuni tra i più grandi conflitti contemporanei, dall’Ucraina al Congo.
Il documentario How to Feed the Planet di Francesco De Augustinis si sviluppa come un viaggio d’inchiesta che attraversa il tempo e lo spazio per svelare i meccanismi nascosti dietro la gestione globale del cibo. Il racconto comincia nel Cilento, dove il regista scava nelle radici profonde e nel significato originario della dieta mediterranea codificata da Ancel Keys, per mostrare come nel corso degli anni la grande industria alimentare l’abbia trasformata in un puro strumento di marketing commerciale volto a influenzare i mercati e le normative europee. Da lì la narrazione si sposta fino a Boston per esplorare i risvolti scientifici della nutrizione, per poi allargarsi verso i caldi scenari della geopolitica internazionale.
Il film viaggia tra l’Ucraina, ormai considerata il granaio d’Europa, le comunità rurali dell’Argentina schiacciate dall’avanzata delle coltivazioni di soia, e i villaggi della Repubblica Democratica del Congo, dove l’agribusiness minaccia costantemente la stabilità sociale ed economica. Attraverso queste tappe, il film dimostra che i conflitti contemporanei non scoppiano più soltanto per il controllo del petrolio o delle terre rare, ma sempre più spesso per l’accaparramento delle risorse agricole e idriche. Di fronte alla grande sfida di dover sfamare dieci miliardi di persone entro il duemila cinquanta, il documentario lancia un severo monito sul futuro dell’umanità.
Il regista ci mette infatti davanti a un bivio inevitabile, spiegando che continuare a sostenere l’attuale sistema basato sullo sfruttamento e sulla distruzione degli ecosistemi ci condannerà a un domani di guerre infinite per la sopravvivenza, mentre l’unica vera via di fuga rimane la scelta politica e consapevole di costruire un nuovo modello alimentare che sia finalmente guidato da principi di etica, equità e reale sostenibilità.
La proiezione inizierà alle ore 21, ingresso libero fino ad esaurimento posti, è gradita la prenotazione inviando un messaggio whatsapp: 3510493109 o scrivendo una mail a: info@zer0971.org. La prenotazione è valida fino a 10 min. prima della proiezione.
In caso di avverse condizioni meteo le proiezioni si terranno nell’adiacente Sala del Cortile.
La rassegna OasiCinema è realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale ”Dinu Adamesteanu” di Potenza e rientra negli appuntamenti di “Estate in Città 2026”, promossi dal Comune di Potenza Assessorato alla Cultura.