Il 3 gennaio nel Museo della Pastorizia di Castelsaraceno, alle ore 18, Ulderico Pesce presenterà “La Felicità di Felicia”, e il 4 gennaio a Rivello, alle ore 17.30, presso la Casa Canonica, presenterà “Il grido delle pietre: la vita di Domenico Lentini”. Il primo spettacolo è una storia di emigrazione italiana di fine Ottocento al femminile realmente accaduta. Siamo nel 1893 a Oppido Lucano, in Lucania, quando Vito Sciaraffia, sposato con Felicia Muscio e padre di una bambina di due anni, Rosa, per povertà, parte da solo dalla terra di origine per andare in Cile, a Iquique dove comincia a praticare il commercio dell’acqua.
Vito Scaraffia, analfabeta, riesce a farsi scrivere una lettera e a spedirla alla moglie in cui spiega dove si trova. Con il passare del tempo Vito e Felicia non riescono più a comunicare, il tempo fa crescere la distanza tra loro, si perdono. La giovane Felicia, una mattina, prende la piccola Rosa, che nel frattempo ha compiuto quattro anni, e parte dalla Lucania per raggiungere il marito in Cile. Riuscirà a ritrovare il marito e a ricompattare la famiglia?
Il secondo spettacolo racconta la vita e i miracoli del prete Domenico Lentini, nato a Lauria nel 1770 e morto nel 1825 in odore di santità fino a che il 12 ottobre del 1997 è stato nominato Beato, in Piazza San Pietro a Roma, da Papa Giovanni Paolo II. In scena fanno rivivere i momenti salienti della sua vita la sorella Antonietta, (interpretata da Elisa Ielpo), che lo accudisce fino alla morte, e un familiare di Anna Voria, (interpretato da Ulderico Pesce), che narra il miracolo della guarigione della signora di Oliveto Citra che si salva da un tumore maligno grazie all’intercessione del prete di Lauria. In scena anche il fisarmonicista Pierangelo Camodeca.