Sono stati ascoltati il presidente dell’Anisap Basilicata, Roberto Cicchetti e il vice-presidente di FederAnisap, Antonio Flovilla
Continuano le audizioni in quarta Commissione consiliare (Politica sociale), presieduta da Massimo Zullino, in materia di tetti di spesa per le strutture accreditate per la specialistica ambulatoriale (anni 2019 e 2020). Ad essere ascoltati, oggi, il presidente Anisap Basilicata Roberto Cicchetti e il vice-presidente di FederAnisap nazionale con delega al Mezzogiorno, Antonio Flovilla che hanno fatto il punto sulle maggiori problematiche che riguardano il settore.
Per Anisap è necessario determinare i fabbisogni reali di prestazioni e copertura finanziaria perché “ad oggi il settore registra un ‘fabbisogno non soddisfatto’, così come definito dagli uffici Asp/Asm, del 25-30 per cento ovvero le risorse per finanziare l’intero fabbisogno che le strutture sanitarie registrano ed erogano quotidianamente in termini di prestazioni di fatto non sono sufficienti a coprire il 100%, ma soltanto un 70-75% circa. Ad oggi, nonostante l’annullamento delle Dgr relative ai tetti di spesa, la totalità delle strutture sta erogando senza la dovuta copertura finanziaria sacrificando proprie risorse economiche e mettendo a rischio la tenuta delle proprie attività, ma salvaguardando il diritto del cittadino ad accedere a percorsi diagnostici e di cure”. “Serve, inoltre, definire nuovi criteri per l’assegnazione dei tetti di spesa – ha proseguito Cicchetti – visto che con la Dgr 432 i criteri si basano su dati puramente economici ovvero sul dato medio relativo al fatturato delle strutture private accreditate nell’ultimo triennio. Tale meccanismo, non tiene conto delle peculiarità delle strutture e non è correlato ai fabbisogni reali espressi dai cittadini in termini di richiesta di prestazioni”.
“Il meccanismo, applicato nell’ambito di risorse insufficienti e fisse, premia maggiormente le strutture con maggiore tendenza ad incrementare la propria produzione, ma, purtroppo, a scapito di quelle strutture la cui produzione si mantiene stabile – ha spiegato Cicchetti -. Si genera, in questo modo, una competizione anomala tra le strutture in quanto le stesse concorrono alla assegnazione delle risorse previste (€ 25.7 milioni circa) in un gruppo estremamente eterogeneo nel quale coesistono strutture completamente diverse tra di loro sia per tipologia di prestazioni erogate che di volume di produzione, afferenti cioè alle diverse branche”.
L’associazione ritiene non meno indispensabile una nuova contrattualizzazione di strutture già autorizzate ed accreditate. “Alcuna risorsa è stata destinata a quelle strutture che, pur avendo superato gli step dell’autorizzazione ai sensi della legge 28/2000 e dell’accreditamento, da tempo aspettano di poter erogare prestazioni per conto del Ssn ovvero vedersi assegnare un budget ed accedere al contratto. A fronte di queste problematiche che impattano fortemente sulla operatività delle strutture sanitarie accreditate che – ha ricordato il presidente dell’Anisap – sono costituite da operatori specializzati del settore (se ne contano circa 600), le strutture si ritrovano a dover assolvere ad una richiesta di prestazioni ben superiore alla loro capacità economica e finanziaria di erogazione in ambito extra-budget. Pertanto il rischio di interruzione della erogazione delle prestazioni si va configurando sempre più concretamente in questo anno 2019. Ne deriverebbe un inevitabile allungamento delle liste di attesa o, addirittura, l’introduzione di liste di attesa per la richiesta di prestazioni che per loro peculiarità non l’hanno mai avute, si pensi alle prestazioni di laboratorio. In alternativa, per ovviare a questo scongiurabile inconveniente, il cittadino dovrà sostenere una spesa aggiuntiva a suo carico gravando oltre misura sul proprio budget famigliare, procrastinare le cure o addirittura, in alcuni casi, rinunciarvi”.
Il vice presidente nazionale di FederAnisap, Antonio Flovilla, ha chiesto un confronto istituzionale costruttivo. “Da tre anni a questa parte c’è stato poco confronto – ha esordito Flovilla. In tutti gli atti ancora oggi si legge poco del sistema di accreditamento. Quando aumentano i bisogni avendo risorse insufficienti si tagliano i bisogni. E’ un modo di agire non corretto. Il cambiamento ad oggi non lo vedo, noi vogliamo lavorare per migliorare il dialogo franco con le istituzioni”. Flovilla si è, poi, soffermato sulla necessità di snellire la burocrazia e sull’opportunità di formulare “un Piano dei fabbisogni reali, non quelli rinvenienti da calcoli meramente statistici, utili solo a far quadrare i conti ma non a risolvere i problemi”. Altra questione affrontata, quella del sistema delle verifiche dei requisiti strutturali e dei controlli. A suo parere “andrebbe realizzata una griglia uniforme da applicare nel corso dei sopralluoghi ai quali dovrebbe partecipare anche un componente della struttura”. “Su Cup e fascicolo sanitario elettronico – ha aggiunto ancora Flovilla – ci siamo sempre resi disponibili. Questa regione era all’avanguardia quando obbligava le strutture accreditate a fare i controlli. Riteniamo di far parte di un sistema sanitario assumendoci tutti gli oneri, nel rispetto pieno della previsione normativa e non possiamo essere trattati come ‘straccioni’ che chiedono sempre soldi. Ci sono una montagna di ricorsi al Tar, il contenzioso costa, chiediamo – ha concluso Flovilla – di risolvere le questioni passate e di ricominciare con un nuovo passo”.
Nel breve dibattito sono intervenuti i consiglieri Perrino, Acito, Vizziello e Cifarelli. Emersa l’esigenza di creare un gruppo di lavoro che faccia da supporto a chi redigerà il prossimo piano sanitario mettendo in rete le sollecitazioni, le esperienze e riflessioni raccolte in questi mesi. “Il cittadino con i suoi bisogni – ha ribadito il presidente Zullino – è al centro dell’attenzione di questo organismo consiliare. E’ stato utile questo giro di consultazioni per avere una fotografia completa della sanità al fine di tracciare un nuovo percorso partendo da ciò che è stato fatto sinora”.
Erano presenti ai lavori oltre al presidente dell’organismo consiliare, Massimo Zullino, i consiglieri Mario Acito, Francesco Piro e Gerardo Bellettieri (Fi), Vincenzo Baldassarre (Idea), Gianuario Aliandro (Lega), Piergiorgio Quarto (Bp), Giovanni Vizziello (Fdi), Gianni Perrino (M5s), Marcello Pittella (Ab) e Roberto Cifarelli (Pd).