Il capogruppo consiliare di Centro democratico, Nicola Benedetto, intervenendo in Aula ha sottolineato la posizione di “netta contrarietà” alla “Commissione speciale petrolio” e la sua non partecipazione ad un organismo che “prende in giro i lucani”
“Non ho alcuna intenzione – ha affermato Benedetto – di prendere in giro i cittadini attraverso una Commissione che ha l’incarico semplicemente di studiare le problematiche del petrolio al contrario della mia sollecitazione contenuta nell’emendamento presentato nell’estate 2014 in occasione dell’Assestamento di Bilancio per la modifica alla legge regionale n. 40 del 3 aprile 1995 sulla regolamentazione delle royalties del petrolio. Una posizione lineare e coerente. Non è infatti – spiega Benedetto – casuale la mia decisione, come risulta agli atti del Consiglio, di non partecipare al voto di istituzione di una Commissione così definita. Invece, è accaduto che con un ‘voto goliardico’ si è voluto eleggermi presidente”.<br /><br />“Per me – precisa il consigliere – non ha senso studiare e, quindi, perdere tempo su aspetti che riguardano lo stato di attuazione degli accordi sottoscritti ed utilizzazione delle royalties petrolifere, invece di pensare al futuro in evoluzione specie come testimonia l’intesa sottoscritta con il Mise relativo all’utilizzazione delle risorse derivanti dal ‘Fondo 3 per cento delle royalties’ che, per il biennio 2013-2014 ammonterebbero a circa 130 milioni di euro. La mia proposta – aggiunge il capogruppo Cd – aveva un altro scopo concreto e specifico: quello di dare alla Commissione una ‘missione’ precisa vale a dire la rideterminazione della ripartizione delle royalties, senza allargare i compiti della Commissione a dismisura, come si è voluto fare, ma concentrando l’attività su poche questioni. Ciò è possibile, a mio parere, solo attraverso la modifica della legge regionale n.40 del 1995 e delle successive modificazioni (Lr 40/1999 e Lr 18/97) per l’utilizzo dell'aliquota relativa all’estrazione petrolifera dai giacimenti in Val D'Agri che individuano, attraverso la tabella ‘A’, i Comuni beneficiari ricadenti nel comprensorio della Val d’Agri e successivamente ne hanno ampliato il numero con l’inserimento di altri. A questo punto – conclude – si elegga un nuovo presidente, si faccia quello che si vuole, ma senza di me”.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />