La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, No Scorie Trisaia e Ambiente e Legalità sollevano, in una nota, la questione del presunto conflitto di interesse che coinvolgerebbe – a loro parere – il dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata per le notizie di cronaca apparse recentemente sulla stampa regionale sul progetto di ampliamento della linea produttiva del Centro Oli della Val d'Agri. Secondo le organizzazioni ambientaliste la conseguenza dovrebbero essere le dimissioni dello stesso dirigente generale e in tal senso chciedono l'intervento del presidente della Regione.
"La nuova linea di raffinazione in questione – si legge nella nota – è da tempo contestata dalle organizzazioni ambientaliste, perché è solo necessaria a portare la capacità di lavorazione del greggio estratto in Val d’Agri a circa 130/150 mila barili al giorno, e non è prevista dagli accordi del 1998 con Eni e Shell".
"Per le organizzazioni ambientaliste, raddoppiare le estrazioni in Basilicata porta al rischio di raddoppiare i pericoli di inquinamento delle acque e di conseguenza della catena alimentare dei lucani e meglio avrebbe fatto il governatore a ritenerli “disattesi”, dato che non sono stati né applicati né ricordati per ben 14 anni, dal 1998 al 2012, l’anno del “Memorandum”. Un raddoppio che sarà a spese delle sorgenti del fiume Agri, visto che si estrarranno circa 26 mila barili al giorno dai monti di Marsico Nuovo e Tramutola, nelle cui viscere insistono le circa 700 sorgenti del fiume Agri".
BAS 05