«Il messaggio del ministro Catania è stato chiaro: “diciamo basta ai furbetti del cibo”. Sono necessarie una serie di nuove norme su etichettature e trasparenza nella tracciabilità dei prodotti. Ad oggi buona parte della filiera agroalimentare è tracciabile, ma bisogna fare di più. Nel serbatoio dei taroccatori c' è di tutto: dal falso diretto e evidente, a forme più subdole di inganno, come quelle di alcuni industriali che acquistano il prodotto all' estero e poi lo vendono come Made in Italy». Lo sostiene l’assessore Vilma Mazzocco, commentando la dichiarazione del Ministro dell'Agricoltura intervenuto lo scorso 19 gennaio alla presentazione della relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare, realizzata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale.
''I dati presentati dalla Commissione – continua l’assessore all’Agricoltura – hanno messo in evidenza questioni cruciali sulle quali riflettere per rendere ancora più incisiva la lotta alla contraffazione agroalimentare e al cosiddetto Italian sounding. Diventa necessario, a questo punto, sollecitare l'istituzione di un gruppo di lavoro per la definizione di disegno di legge in difesa del Made in Italy. Sicuramente l'Italia vanta una legislazione avanzata e si avvale dell' operato di organismi quali il Nucleo antifrodi dei Carabinieri, il Corpo forestale dello Stato e l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), ma dovendo fare i conti con una realtà estremamente complessa e variegata, dobbiamo mettere in campo delle risposte articolate per far fronte a illeciti profondamente diversi tra loro. Credo che sia necessario pensare ad alcune delle proposte emerse proprio durante la presentazione dei dati come, ad esempio, l'interdizione dall'attività per i soggetti che hanno trasgredito in materia di contraffazione.
Una simile misura costituirebbe un deterrente maggiore rispetto, per esempio, alla semplice sanzione pecuniaria. Non dobbiamo dimenticare che la vera vittima, oltre al consumatore, è proprio l'agricoltore italiano che deve essere messo invece al riparo da questi illeciti.
Il fatto che per effetto della falsificazione vengano sottratti all’agroalimentare nazionale, come evidenzia Coldiretti, ben 164 milioni di euro al giorno dimostra che il contrasto all’evasione fiscale, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le istituzioni un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione”.
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