Da agosto 2011 ad agosto 2012 la cassa integrazione guadagni in Basilicata registra un incremento del 93,7% facendo assumere alla nostra regione un “primato” tra tutte le regioni italiane. E’ il dato più significativo – si legge in un comunicato – del 44esimo rapporto della Uil sulla cig che segnala comunque in Basilicata una diminuzione del 60,2% di ore autorizzate tra luglio ed agosto, una diminuzione superiore alla media nazionale (meno 42%) che è fisiologicamente collegata a un periodo di chiusura estiva delle attività produttive. Preoccupante invece è il confronto con lo stesso mese del 2011, sia pure con differenziazioni: la cig straordinaria, in un anno, da noi schizza a più 192%, quella in deroga segna più 26,9% mentre l’ordinaria diminuisce del 33,2%.
Complessivamente le ore di cig erogate ad agosto 2012 sono 767.943 e i lavoratori interessati sono 4.517 (erano 2.289 ad agosto 2001).
“Tutti questi dati negativi confermano che l’economia lucana e quella del Paese hanno bisogno di una scossa e di un maggiore sostegno. Bisogna realizzare concretamente un vero e proprio piano di sviluppo e di crescita attraverso la riforma fiscale che non può essere più procrastina, mentre si pone ormai con tutta la sua drammaticità – commenta il segretario regionale della Uil Carmine Vaccaro – il tema di come si potrà garantire una quota di reddito aggiuntiva a queste migliaia di lavoratori che potrebbero essere impegnate in attività utili alla collettività, collegate ad un reale processo di riqualificazione professionale.
Ci vogliono interventi sull'occupazione per evitare un preoccupante autunno caldo. Con un tasso di disoccupazione giovanile al 48% e una crescita, nei primi 8 mesi dell’anno, delle ore autorizzate di Cassa Integrazione, non è più tollerabile l’assenza di interventi urgenti a sostegno del sistema produttivo meridionale. L’incontro che Uil, Cgil, Cisl e Confindustria hanno fortemente voluto con i Ministri Barca, Fornero, Passera e Profumo sui temi per lo sviluppo del Mezzogiorno – evidenzia Vaccaro – è, quindi, solo un primo passo per invertire una tendenza drammatica. Ci sono proposte che vanno nella direzione auspicata come l’ipotesi di rifinanziamento del “bonus occupazione” e gli interventi per i giovani attraverso stage e tirocini, ma è sul piano del rilancio del sistema produttivo che si deve fare di più indirizzando mirati incentivi alle imprese che stanno resistendo alla crisi e valorizzando le vocazioni economiche di molte aree del Sud. Nelle prossime settimane si capirà meglio quali sono gli strumenti concreti che il Governo intende mettere in campo per sostenere la crescita del Mezzogiorno, con un occhio molto attento sulla velocità di spesa delle risorse europee visto che, ad aprile (ultimo dato disponibile) la spesa dei Fondi Strutturali Europei, segnalava un allarmante 21,2% del totale delle risorse spendibili”.
BAS 05