Tribunale di Melfi, Navazio: inutile nascondersi

Per il consigliere del gruppo Io Amo la Lucania “ciò che è successo non è dovuto al caso o alla fatalità”

“La vicenda del tribunale di Melfi si infila nel tunnel delle responsabilità. Risulta evidente che in barba ad ogni ragionevole considerazione la ‘pratica Melfi’ ha preso, definitivamente, una brutta
piega. Non quella tecnica e nemmeno quella del buon senso. Ma quella delle relazioni corte. E delle amicizie che contano (di destra e di sinistra). Oggettivamente non si può pensarla diversamente. Nelle ultime ore, che ci hanno separato dall’adozione dello schema del decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, è stato un susseguirsi di appelli”. Lo dichiara il consigliere regionale di Io Amo la Lucania, il quale fa sapere che “stamane un concittadino gli ha chiesto: ma non si potevano fare prima questi appelli? E giù con un lungo elenco di domande. Domande innocenti, ma molto forti sull’impatto emotivo. Dove sono tutti quelli che hanno preso un voto qui a Melfi? Dove sono i loro referenti locali? Perché ieri alla manifestazione non c’erano, per solidarietà, anche i parlamentari e gli altri consiglieri regionali, provinciali e comunali? Perché non si riusciva ad ottenere un appuntamento con il ministro? Chi ha remato contro? Chi si avvantaggerà?”.

“Domande – sottolinea il consigliere – che andrebbero investigate a fondo. Oggi, dopo l’approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri, è un susseguirsi di impegni futuri. Già con la mente alle azioni future. Quelle romane soprattutto, che tanto impegneranno i felpati passi della nostra pattuglia parlamentare, presso le Commissioni di Camera e Senato per un parere, ricordiamo, obbligatorio ma non vincolante. Oggi siamo tutti indignati. Ma ieri? Indifferenti! O peggio, sperando che nessuno se ne potesse accorgere. Dobbiamo chiedere conto a ognuno del come hanno svolto il loro compito e di ciò che hanno fatto e specialmente di ciò che non hanno fatto. È difficile non mescolare rabbia e rivendicazione È difficile stare con le braccia conserte. Ciò che è successo non è dovuto al caso o alla fatalità. I cittadini sono molto più intelligenti di quanto si pensi. E questa volta non si faranno abbindolare da comunicati, impegni e presunti risultati”.

“Il tempo – conclude Navazio – non cancellerà quanto successo. E soprattutto rivelerà, come sempre, quella verità che in tanti si affrettano a nascondere dietro le giustificazioni, dietro le indignazioni di rito, dietro gli appelli, mettendo le mani in avanti. Non ci rassegneremo”.

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