“La misura per la dismissione di terreni agricoli statali per oltre 338mila ettari, di cui circa 24mila in Basilicata, contenuta nel maxiemendamento alla legge di Stabilità del Governo, va nella direzione del Progetto “Agricoltura, futuro giovane” che l'Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) della Cia ha da tempo presentato”. E' il commento del presidente regionale dell'Agia Giannino Lorusso.
“In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, in particolare gli aspetti finanziari che riguardano il prezzo ad ettaro che ovviamente è fondamentale, come le modalità di acquisto e di accesso al credito – aggiunge – rileviamo la positività delle tre tipologie di imprenditori, rigorosamente under 40, individuate. Quali: «giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto 40 anni, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto iscritti nelle relative gestioni previdenziali; giovani che non hanno ancora compiuto 40 anni che intendono esercitare attività agricola professionale a condizione che acquisiscano entro 24 mesi dall'operazione di acquisto o ampliamento la qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto e la iscrizione nelle relative gestioni previdenziali entro i successivi 12 mesi; giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto i 40 anni, che siano subentrati per successione nella titolarità di aziende a seguito della liquidazione agli altri aventi diritto delle relative quote». La ferita aperta dall'esclusione di una trentina di giovani imprenditori agricoli lucani dal Bando specifico del PSR, solo per motivazioni formali-burocratiche – continua il presidente Agia – non è ancora rimarginata e ciò ci pone in una situazione di generale diffidenza nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Il nuovo record di disoccupazione giovanile al Sud e in Basilicata registrato dall'Istat con il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che continua a salire (da noi quasi 4 giovani su dieci non hanno mai conosciuto il lavoro) – aggiunge – rilancia la necessità di misure adeguate perché l'agricoltura è una delle pochissime occasioni concrete di occupazione giovanile.
Queste le nostre proposte principali sintetizzate nello slogan “Passione, Amore, Energia per una nuova stagione dell'agricoltura lucana”: l'istituzione di un'Agenzia per il riordino fondiario per facilitare l'accesso alla proprietà della terra; la costituzione di società miste giovani e anziani, società in cui il l'anziano proprietario, titolare dell'azienda, entra in società con il giovane; misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l'accesso al credito e al mercato; la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione. In sintesi – precisa la nota – riendichiamo un piano di azione organico per l'imprenditoria giovanile in agricoltura per sostenere il ricambio generazionale e la costituzione di nuove imprese e per favorire l'attrattività e la sostenibilità dell'azienda agricola
In Basilicata, le aziende agricole con giovani al di sotto dei 29 anni (secondo dati aggiornati di Infoimprese-Unioncamere e purtroppo fermi al 2009) sono 903 di cui 522 in provincia di Potenza e 381 nel Materano, che rappresentano una quota superiore al 25% del complesso di imprese giovanili.
E' la testimonianza – commenta Lorusso – della volontà dei giovani, nonostante la crisi fortemente penalizzante e i numerosi ostacoli, di restare sulla terra e di scommettere il proprio futuro nel lavoro dei campi. Lo scarso ricambio generazionale – ha aggiunto – è dovuto innanzitutto all'alto costo della terra che da noi può raggiungere anche i 17mila euro ad ettaro, dagli alti costi di avviamento, dalla scarsa immagine sociale dell'attività agricola, dalla carenza di formazione e di servizi di consulenza adeguati".