Gli assessori regionali all’Agricoltura hanno definito le richieste in un documento
Strumenti di sostegno al reddito, strategia comune, misure per la competitività, flessibilità e semplificazione. Sono alcune delle richieste contenute nel documento sulla riforma della Pac (Politica agricola comune) sottoscritto dal coordinamento degli assessori regionali all’Agricoltura della Conferenza delle Regioni e Province autonome.
“Il documento – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Vilma Mazzocco, che ha partecipato alla riunione – rappresenta un primo contributo alla definizione di una posizione comune e condivisa nell'ottica di un rafforzamento della posizione italiana all'interno del negoziato sulla nuova politica agricola comune europea. Tra le prime richieste delle Regioni c'è la conferma almeno dell'attuale budget complessivo per la politica agricola a livello di bilancio comunitario e a livello di Stato membro”.
Nel documento si chiedono nuovi strumenti di sostegno al reddito degli agricoltori, come la creazione di un fondo anticiclico in grado di intervenire nelle situazioni di crisi del settore, affiancato anche da strumenti assicurativi. Inoltre, si chiedono interventi per la creazione di una componente agricola ben organizzata, la definizione di regole che sostituiscano quelle delle varie Ocm (Organizzazione comune dei mercati) in graduale eliminazione, interventi tesi a favorire le esportazioni e dare garanzie ai produttori e ai consumatori europei attraverso il riconoscimento di una maggiore reciprocità commerciale, garantire adeguate risorse finanziarie per la realizzazione dei controlli igienico-sanitari e fitosanitari.
“Nell'analisi del comparto agricolo meridionale e quindi di quello lucano – sottolinea l’assessore Mazzocco – non si può non tenere conto del cambiamento in atto nella Politica Agricola Comunitaria, in quanto lo scenario della nuova Pac, da un lato, espone l'agricoltura alle forze di mercato e dall'altro configura un ruolo delle aziende in parte diverso dal passato e più attivo nei confronti di problematiche che non sono quelle tradizionali della produzione. Ci sono pertanto elementi sufficienti per rilanciare i programmi di cambiamento e ristrutturazione delle aziende agricole e quelli per favorire ed incrementare la multifunzionalità quale elemento per reggere meglio alla crisi dei mercati e alla riduzione della redditività. Bisogna continuare a puntare con determinazione – conclude – sulle reti di integrazione tra aziende agricole e tra aziende agricole e imprese di trasformazione, sulla qualità e tracciabilità dei prodotti e sull’ innovazione e ricerca includente anche le nuove forme di green economy applicate al settore agricolo".
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