Vicenda Sinoro, Simonetti (Cses) si rivolge a Chi l’ha visto

Iniziativa del presidente del Centro Studi economico-sociali, Pietro Simonetti. In una lettera inviata alla redazione di Chi l’ha visto, ha chiesto l’intervento della popolare trasmissione condotta da Federica Sciarelli per rintracciare la proprietà dalla Sinoro spa, azienda beneficiaria dei finanziamenti della legge 219. “La Sinoro – spiega Simonetti – già Centro orafo, poi Cripo, poi Orop, a fronte di un finanziamento a fondo perduto, nel 1987, pari a 26 miliardi e 166 milioni per attività manifatturiere nel settore orafo non ha mai prodotto nulla, visto che neanche un grammo di oro (delle 40 tonnellate annue previste per la lavorazione che dovevano provenire dalla Cina in una fase la legge prevedeva il divieto di esportazione dell’oro) è entrato nei capannoni di Tito, con doppio recinto e casseforti, macchine ancora imballate, tutto questo controllato con 17 telecamere a circuito chiuso. Controllare il nulla si può, come si vede. A circa 25 anni dall’inizio della vicenda, sulla base del progetto presentato dal noto faccendiere Pirovano di Como, definito l’”angelo del terremoto”, che abitualmente scendeva nelle aree terremotate con l’elicottero per sostenere le sue circa 20 proposte industriali presentate per il finanziamento, la fabbrica non è ancora entrata in produzione. Dei trenta operai assunti a suo tempo, su un organico previsto di 80, organico che doveva riutilizzare gli ex operai della fallita Memofil di Tito, 22 sono in mobilità in deroga e il resto è rimasto in carico alla Sinoro”.
“Questa lettera – si legge ancora – ha come obiettivo lo stesso perseguito dai lavoratori, dalle parti sociali e da coloro che credono che il denaro pubblico, la utilizzazione dello stabilimento di Tito in termini ottimali e produttivi e non finire nelle tasche di pseudo imprenditori, consulenti e progettisti determinati e al drenaggio di dette risorse”.
“Pensiamo che si possa fare diversamente, e non da adesso. Innanzitutto superando la logica del ‘non si può fare nulla’ e recuperare i 100 capannoni e le aziende del terremoto chiuse o fallite., compresa la Sinoro. Non basta tamponare con il finanziamento del Fondo Sociale Europeo gli interventi per la mobilità e per gli ammortizzatori sociali in deroga – ha sostenuto Simonetti – che pure devono essere sostenuti per garantire il reddito ai lavoratori espulsi dalle attività produttive. Sarebbe necessario, a cominciare dai prossimi giorni, mettere una iniziativa per recuperare le aziende e adottare gli interventi repressivi necessari con azioni di controllo, che lo ricordiamo sono ancora in testa alla Regione Basilicata per quanto riguarda l’articolo 32 della legge 219, considerato che tali norme vivono ancora e non sono state abrogate. Per questi motivi chiediamo la collaborazione di codesta redazione per rintracciare la proprietà della Sinoro srl per la convocazione di un incontro in sede governativa e regionale per riutilizzare l’azienda e i lavoratori interessati”.
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