A Monticchio nasce “La geografia che ascolta”

L'opera, un grande megafono in legno, ideata dall’Associazione ArKestra APS trasforma il Lago grande in uno spazio naturale dedicato alla musica, al teatro e alla cultura. L'inaugurazione ufficiale è in programma il 31 luglio con il polistrumentista senegalese Dudù Kouate.

Ha preso il via oggi, sulle sponde del Lagongrande di Monticchio, l’installazione de “La geografia che ascolta”, l’opera che diventerà il cuore della nuova edizione di Paesaggi Sonori, progetto culturale promosso da ArKestra APS. L’intervento consiste nella realizzazione di un grande megafono in legno che, grazie alla sua particolare conformazione, funziona come una cassa armonica naturale. Un’opera di design sostenibile che non utilizza energia né tecnologie elettroniche, ma valorizza esclusivamente le proprietà acustiche del legno e del paesaggio circostante. L’installazione ideata da Donato Pitoia, presidente di ArKestra APS, è stata progettata in collaborazione con la Falegnameria Salandra di Acerenza. Il risultato è uno spazio capace di fondere arte, architettura e natura in un unico luogo d’ascolto, pensato per ospitare concerti, performance teatrali, monologhi, incontri culturali e momenti di confronto. L’opera rientra tra gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – NextGenerationEU) nell’ambito del Progetto Borghi “Monticchio Bagni”, previsto dalla Scheda Progetto n. 11 dedicata al branding, al piano di comunicazione e alle attività di animazione del borgo. Un’iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio attraverso linguaggi contemporanei e nuove forme di partecipazione della comunità. A completare l’allestimento sarà anche l’Associazione Artea, che realizzerà le sedute in legno ricavate da tronchi naturali, concepite per accogliere il pubblico e rafforzare il dialogo tra l’installazione e il paesaggio. L’intervento sarà coordinato dal presidente Antonio Telesca, con la collaborazione esecutiva di Matteo Domenicantonio Mecca. «L’idea nasce dal desiderio di restituire centralità all’ascolto e al dialogo con il paesaggio. Il megafono non amplifica artificialmente il suono, ma invita a percepirlo nella sua dimensione più autentica, creando una relazione diretta tra chi parla, chi ascolta e l’ambiente naturale. È un’opera che vuole essere, allo stesso tempo, installazione artistica e spazio vivo, aperto alla cultura e alla partecipazione», spiega Donato Pitoia. L’opera sarà inaugurata ufficialmente giovedì 31 luglio con il concerto di Dudù Kouate, polistrumentista senegalese noto per la sua ricerca sonora e per la capacità di creare dialoghi tra culture e tradizioni diverse. Con “La geografia che ascolta”, Paesaggi Sonori conferma la propria vocazione a sperimentare nuovi modi di vivere il patrimonio naturalistico della Basilicata, trasformando uno dei luoghi più suggestivi della regione in un laboratorio permanente di incontro tra paesaggio, arte contemporanea e suono.

    Condividi l'articolo su: