Il documento impegna tra l’altro la Giunta a “richiedere al soggetto titolare delle autorizzazioni la completa e definitiva attuazione degli impegni assunti”. Respinte le mozioni presentate da Mazzeo e Singetta e da Rosa e Venezia
“Rafforzare il ruolo istituzionale dell’Agenzia Regionale per Protezione Ambientale, anche attraverso la revisione e/o la integrazione del disegno di legge di riforma già in esame; emanare un provvedimento ordinativo che all’interno del dispositivo autorizzativo (Aia) abbia l’obiettivo di: codificare, attraverso uno specifico quadro prescrittivo, basato sul principio di precauzione, le condizioni ricorrenti per l’interruzione di esercizio dell’impianto con la sua completa disattivazione, ovvero la riduzione dell’introduzione di rifiuti, ovvero la sospensione o la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto stesso, al verificarsi di circostanze di pericolo per la salute delle popolazioni interessate o per l’ambiente; definire un quadro prescrittivo organico che codifichi le modalità di esercizio dell’impianto, i controlli da effettuare, i sistemi di monitoraggio da realizzare, le specifiche modalità di relazione e coordinamento tra i soggetti competenti per i controlli, le modalità ottimali di informazione alla popolazione”. Sono questi i principali impegni assunti dal governo regionale attraverso una mozione approvata oggi a maggioranza (con 23 voti favorevoli di Pd, Idv, Pdl, Udc, Ial, Sel, Pu, Psi e Gaudiano del Gruppo Misto, 2 voti contrari di Rosa e Venezia e 2 astensioni di Mazzeo e Singetta) dal Consiglio regionale.<br /><br />Con il documento, presentato in Aula dal capogruppo del Pd Luca Braia e sottoscritto da Pagliuca (Pdl), Romaniello (Sel), Gaudiano (Gruppo Misto), Vita (Psi), Mancusi (Udc), Navazio (Ial) e Autilio (Idv), si impegna inoltre la Giunta a “richiedere al soggetto titolare delle autorizzazioni la completa e definitiva attuazione degli impegni assunti da Fenice attraverso gli accordi stipulati con la Regione e le autorizzazioni all’esercizio già in essere a partire da quanto contenuto nel DEC/VIA del 1993, attivando ogni azione utile a portare a definizione gli impegni sottoscritti”, e ad aggiornare “il Piano Regionale dei Rifiuti con la puntuale osservanza delle gerarchia del trattamento dei rifiuti nei termini definiti dalla normativa vigente che considera l’ordine di priorità quale migliore opzione ambientale; con il chiaro obiettivo di andare verso il superamento del sistema di trattamento in essere di incenerimento dei rifiuti”.<br /><br />Sempre a maggioranza, il Consiglio ha inoltre respinto altre due mozioni. La prima, proposta dai consiglieri Mazzeo e Singetta (che ha ottenuto 4 voti favorevoli di Mazzeo, Singetta, Rosa e Venezia, 16 voti contrari di Pd, Udc, Sel, Pu, Psi e Gaudiano del gruppo Misto, 5 astensioni di Pdl, Autilio di Idv e Navazio di Ial), chiedeva alla Giunta “di adottare le procedure amministrative che – supportate dalle opportune valutazioni legali e tecniche volte alla dimostrazione delle inadempienze contrattuali della società proprietaria dell’impianto, della pericolosità dello stesso per l’ambiente e la salute dei cittadini – comportino l’immediata sospensione di ogni attività dell’inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi, fino al momento in cui non sia avvenuta l’integrale bonifica del sito e la certezza dell’assenza di ogni pericolo per l’ambiente e la salute dei cittadini”; la seconda, proposta dai consiglieri Rosa e Venezia (che ha ottenuto 2 voti favorevoli di Rosa e Venezia, 17 voti contrari di Pd, Idv, Udc, Sel, Pu, Psi e Gaudiano del Gruppo Misto, 7 astensioni del Pdl e dei consiglieri Mazzeo, Singetta e Navazio), che impegnava la Giunta regionale “a porre in essere iniziative urgenti finalizzate alla interruzione dell’attività di Fenice spa”.<br /><br />Nel dibattito sulle mozioni sono intervenuti i consiglieri Mazzeo, Rosa, Braia, Navazio, Venezia, Romaniello, Autilio, Singetta, Mollica, Vita ed il presidente De Filippo.