In Commissione regionale “Controllo – Verifica – Monitoraggio” presentate le risultanze dell’indagine conoscitiva sulle “cause che in Basilicata concorrono ad alimentare i fenomeni alluvionali, in particolare le piene fluviali”
Il presidente della Commissione, consigliere Napoli (Pdl), nel precisare che si tratta di una prima bozza del lavoro dell’organismo consiliare, ha sottolineato come “è mancato finora il giusto coordinamento tra i soggetti interessati ed è, nel contempo, venuta meno l’attenzione della ‘politica’ per un problema di grande rilevanza che riguarda prevenzione ed attuazione degli interventi”.
“Al termine dell’indagine conoscitiva – si legge nel documento redatto dall’Ufficio della Commissione – si ritiene doveroso concludere con un invito alle amministrazioni competenti, in primis alla Regione Basilicata, a mettere in atto ogni azione necessaria a prevenire ulteriori disastri. Al riguardo si è avuto modo di appurare che gli eventi climatici estremi come quello del primo marzo 2011 non sono unici ma si verificano periodicamente. Gli straordinari cambiamenti climatici degli ultimi anni fanno temere per il futuro, in quanto sicuramente si ripeteranno e probabilmente con maggiore gravità. Occorre, quindi, mettere in atto tutte quelle azioni necessarie a scongiurare il ripetersi di situazioni pericolo estremo ed il verificarsi di simili disastri. La Regione deve porre in essere tutti i provvedimenti di sua competenza volti alla adozione dei piani di laminazione, la individuazione di casse di espansione o, comunque, di aree di laminazione. Occorre procedere – continua il documento – ad una opera di sistematica eliminazione delle situazioni di pericolo, in primo luogo attraverso la pulizia degli alvei dei fiumi, anche con prelievo di inerti ove necessario, per il ripristino del normale flusso delle acque. Va fatta una rivisitazione delle dimensioni degli argini fluviali nei tratti medi e bassi e si deve procedere alla manutenzione di quelli comunemente esistenti o al ripristino laddove distrutti. Una attenzione particolare va data alla interferenza delle grandi lineari infrastrutturali (Ss 106 e ferrovia) con gli ambiti fluviali mirati a ridurne gli effetti. Opportuno, al riguardo, un tavolo tecnico con Università, Ferrovie dello Stato, Anas, Comuni interessati, Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto e Autorità di bacino. Andrebbero, altresì ricercate, opportune soluzioni tecniche per favorire un maggiore deflusso a mare delle onde in piena. Infine – conclude il documento – va fatta una costante ed attenta sorveglianza del territorio per evitare il proliferare di ulteriori insediamenti abitativi, industriali ed agricoli in zone soggette a periodiche inondazioni e procedere, per quanto possibile, alla delocalizzazione di quelli già realizzati”.
Questo quanto comunicato “dopo aver audito gli Assessori regionali interessati in ragione delle competenze affidate ai loro dipartimenti, i Sindaci dei luoghi coinvolti, i dirigenti degli uffici che hanno competenza diretta ed indiretta sulla questione e tutti i soggetti istituzionali che potevano spiegare il fenomeno dal punto di vista tecnico, ivi compresa, naturalmente, la Protezione civile”.
Hanno partecipato ai lavori della Commissione, oltre al presidente Napoli, i consiglieri Dalessandro e Robortella (Pd), Romaniello (Sel), Navazio (Ial) e Falotico.