Dal 19 al 25 febbraio 2026 l’Università degli Studi della Basilicata ospiterà, presso il Campus Universitario di Macchia Romana, la mostra itinerante “Luce da Luce. Nicea 1700 anni dopo”, un percorso storico e spirituale dedicato al Concilio di Nicea (325 d.C.), evento che ha profondamente segnato la storia del cristianesimo e della civiltà occidentale.
L’iniziativa – spiega un comunicato dell’Unibas – è promossa dai Lions Clubs di Potenza – L.C. Potenza Host, L.C. Duomo e L.C. Pretoria – in collaborazione con la Biblioteca Centrale d’Ateneo, con il coordinamento del direttore, prof. Alessandro Di Muro.
La manifestazione si aprirà con una tavola rotonda inaugurale in programma il 19 febbraio alle ore 9:30, presso l’Aula “Rinauro” (Edificio 3D, piano terra) del Campus di Macchia Romana.
La mostra sarà allestita nello spazio antistante l’Aula “Rinauro” e sarà visitabile nei giorni 19, 20, 23, 24 e 25 febbraio, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00.
Promossa dalla Pontificia Università della Santa Croce e dall’Associazione Patres, e curata da Paolo Prosperi, Leonardo Lugaresi, Giulio Maspero e Ilaria Vigorelli, l’esposizione propone un itinerario storico, teologico e spirituale che approfondisce le cause, gli esiti e le implicazioni culturali del Concilio di Nicea. A distanza di diciassette secoli, quel momento fondativo continua infatti a offrire spunti di riflessione di grande attualità, interpellando la coscienza e il pensiero dell’uomo contemporaneo.
Arricchiscono il percorso espositivo la riproduzione del Cristo Pantocratore di Hagia Sophia e la Cosmografia Biblica di Gianluca Bosi, monumentale opera calligrafica che presenta l’intero testo della Bibbia riscritto a mano.
«La mostra nasce dal desiderio di riscoprire la portata storica, oltre che teologica, del Concilio di Nicea, offrendo l’opportunità di tracciare significativi paralleli con il presente, soprattutto rispetto al modo in cui comprendiamo noi stessi e le nostre relazioni», dichiara il dott. Leonardo Perfido, presidente del L.C. Potenza Host e referente dell’organizzazione.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività culturali promosse dall’Ateneo per favorire il dialogo tra saperi, tradizione e contemporaneità, offrendo alla comunità universitaria e al territorio un’occasione di approfondimento storico e culturale di particolare rilievo.