Il consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta regionale di conoscere le motivazioni che hanno causato i ritardi dei pagamenti relativi al primo trimestre 2013 e un incontro tra le parti per ridare dignità al progetto
Il progetto “un ponte per l’occupazione”, al centro di un’interrogazione del consigliere regionale Mario Venezia, esponente di Fratelli d’Italia.<br />Il consigliere ricorda che “in Basilicata il tasso d’abbandono scolastico, secondo l’ultimo rapporto del Censis, è del 14,5% ed il 39,2% dei ragazzi lucani oltre i 20 anni è fermo alla licenza media. Abbiamo una forte presenza di Neet (Not in Education, Employment or Training ), ossia giovani che né studiano, né lavorano, né sono iscritti a corsi formativi o similari, che secondo l’Istat superano in Basilicata il 25%, con una forte incidenza femminile, oltre il 30%, unitamente all’emigrazione dei laureati in costante aumento. Se a questo aggiungiamo le dipendenze da alcool (indagine Hbsc – Sanità Futura) e da gioco non ci resta che l'indignazione per quello che sta accadendo ai ragazzi partecipanti al progetto ‘un ponte per l’occupazione’. Annunciato come il vanto per la politica regionale in materia di lavoro in realtà si è ridotto ad una mera prospettiva del ponte e non del reddito. I ragazzi partecipanti al progetto non solo hanno affrontato l’ennesimo ritardo, e la Santa Pasqua senza l’assegno, ma hanno dovuto subire, come sempre, le mezze verità della burocrazia regionale oltre a retribuzioni vergognose”<br /><br />Indirizzando l’interrogazione all’assessore alla Formazione e al presidente della Giunta regionale, Venezia chiede di conoscere “quali siano i precisi motivi che hanno causato i ritardi dei pagamenti relativi al primo trimestre 2013; le ragioni che hanno portato diversi partecipanti a ravvisare una netta discrepanza tra l’importo dovuto e quello effettivamente erogato; se entro due mesi dalla fine del progetto in questione, i partecipanti potranno avere informazioni precise e garanzie circa il bonus finale per i frequentanti ed un elenco puntuale ed affidabile delle aziende disposte all’assunzione”.<br /><br />Venezia rivolgendosi al presidente De Filippo “senza mezzi termini o tecnicismi di sorta, perché da padri di famiglia quali siamo, dovremmo solo reagire dinanzi a questi soprusi”, esprime il proprio sentimento di vergogna “nell’assistere alla mortificazione di quei pochi giovani lucani che ancora credono in questa terra e nel partecipare al reddito ponte si ritrovano a percepire una paga netta di 3,2 euro all’ora, meno di un bracciante maghrebino clandestino. Non ci sono parole o gesti che tengano, perché i partecipanti al Reddito Ponte non hanno chiesto di diventare lavoratori di serie C, né manovalanza a basso costo. Come giustificare invece i margini di guadagno per gli enti di formazione che incasseranno a fine progetto la bellezza di 22.480 euro per iscritto oltre alle due provincie che incasseranno ulteriori 5.500 euro per l’erogazione dei servizi base di formazione”.<br /><br />“Presidente – aggiunge ancora il consigliere – i nostri ragazzi lavorano 40 ore settimanali per meno di 500 euro mensili e questo mese, dopo il ritardo, si sono visti in alcuni casi anche 400 euro in meno in busta paga, tassati al massimo dell’Irpef, e con la beffa che ogni operazione bancaria viene tassata anche di 1,5 euro. Finiamola con questo razzismo, tra figli d’arte e figli del popolo, non è accettabile che a fronte di paghe da fame e tasse ignobili ci siano poi alcuni unti dal Signore che ottengono il 15 febbraio il rinnovo del contratto da Co.co.co presso il dipartimento Formazione della Regione Basilicata”.<br />Diversi, poi, sono i quesiti che Venezia rivolge a De Filippo: “A quanto ammonterà l’utile che incasseranno gli enti formativi a fronte di costi d’esercizio ed investimento alquanto contenuti? Cosa farà presidente De Filippo, imporrà taumaturgicamente le mani sui capi dei giovani disoccupati lucani guarendoli dall’emergenza sociale che vivono quotidianamente oppure chiamerà a rapporto l’Assessore competente ed i relativi uffici dipartimentali per ridare un po’ di dignità e sicurezza alle aspettative degli iscritti al progetto?”<br /><br />“Esigo, in quanto membro della IV commissione regionale, un urgente ed esaustivo incontro tra le parti per ridare un minimo di dignità al progetto ed all’istituzione regionale che tutti rappresentiamo. Chi ha responsabilità di governo – conclude Venezia – deve smettere di fuggire vigliaccamente dinanzi ai problemi”.<br />