"Si è tenuto oggi nel Centro Sociale di Villa D’Agri, il Consiglio Territoriale della UILM Basilicata in cui si è discusso delle criticità emerse negli ultimi cambi di appalto che coinvolgono circa 70 lavoratori".
In una nota l'a Uilm di Basilicata fa sapere "di vigilare e continuare ad essere parte integrante di un passaggio che deve caratterizzarsi per il rispetto delle regole occupazionali e salariali.
È nostro dovere e lo porteremo a termine!
Riteniamo sia necessario e non più rinviabile, unitamente alle altre categorie sindacali, creare le condizioni di un contratto unico relativo a tutte le aziende, per tutti lavoratori del Cova di Viggiano affinché si possa, finalmente, superare la famosa fase transitoria/equiparazione salariale dei lavoratori dell’Indotto Eni.
"Auspichiamo che – prosegue la nota – tale percorso unitario possa concludersi già nelle prossime settimane.
In merito invece alla vertenza TecnoIndustrie confidiamo che il neo assessore Cifarelli possa dare una svolta nella gestione del petrolio attraverso la creazione di un’unica cabina di regia affinchè si possa creare una rete di professionalità tra i due centri di produzione petrolifera.
In tal senso riteniamo che la Banca Dati debba essere davvero funzionale, e debba rappresentare non un pezzo di carta, ma bisogna renderla esigibile affinché le aziende coinvolte nel ciclo produttivo di Eni e di Total possano occupare gli eventuali esuberi.
È necessario, quindi, che la Regione Basilicata convochi urgentemente Total affinché la vertenza TecnoIndustrie, ovvero gli 11 lavoratori licenziati, possano ritrovare una legittima occupazione. Inoltre cosi come richiesto, è necessario trovare una soluzione occupazionale ai lavoratori che a seguito del blocco del centro Oli del 31 marzo 2016 sono rimasti esclusi dal mondo del lavoro.
Questi elementi, ovvero la trasparenza nei cambi di appalto, il contratto unico, i livelli occupazionali e la gestione del Petrolio a 360 gradi, devono necessariamente trovare risposte urgenti in un tavolo regionale per ricercare quelle soluzioni necessarie e concrete affinché il tessuto sociale coinvolto nelle “valli del petrolio” possa davvero sentirsi parte integrante di un sistema industriale che deve necessariamente arricchire il territorio attraverso l’occupazione, il salario senza ovviamente barattare nulla per quanto riguarda il territorio, la sicurezza e gli aspetti ambientali".
bas04