“Le 161 strutture agrituristiche lucane si preparano al Ferragosto. Già lo scorso fine settimana buongustai ed ospiti sono stati numerosi in linea con la tendenza di tenuta del comparto in una stagione turistica di difficoltà per tutti gli operatori”. E’ questa l’indicazione di Turismo Verde-Cia Basilicata che coglie il tradizionale periodo di agosto per fare il punto sul comparto: 228 sono le strutture censite dall’Istat in Basilicata (ma 161 quelle “attive”) il 51,8 per cento (118) è collocata in montagna, il 24,6 per cento (56) in collina e il 23,7 per cento (54) in pianura. I posti letto sono complessivamente 2.993 (668 sono in abitazioni indipendenti) e 103 le piazzole per camper e roulotte. Solo 66 aziende agrituristiche si limitano al pernottamento. I “coperti” complessivamente sono 5.786. Sempre più varia è l’offerta di turismo rurale: 51 aziende offrono l’opportunità di fare equiturismo, 50 mountain bike, 86 attività sportive varie, 84 escursionismo, 74 propongono itinerari di trekking e 2 osservazioni naturalististe. Sono in attività anche 61 punti di degustazioni di prodotti alimentari locali e di vino e una quindicina le aziende che svolgono anche funzioni di Fattoria Didattica ospitando scolaresche di bambini della scuola dell’obbligo con specifici laboratori.
Ma la situazione non è rosea: nel corso del 2011 e in questi primi sette mesi 2012, infatti, le difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di risparmiare hanno ridotto spostamenti, viaggi e villeggiature: quasi 90mila tra presenze annue (70mila di cui 52mila di italiani) e arrivi (20mila di cui 18mila di italiani). E anche gli agriturismi hanno pagato questa crisi della “vacanza”, con una flessione delle presenze superiore all’8 per cento. Nonostante i prezzi sostanzialmente fermi da oltre un anno.
Turismo Verde-Cia traccia un identikit dell’agriturista “tipo”: età media compresa tra i 30 e i 45 anni, ama la natura e ha a cuore le tematiche ambientali e sociali, ma è anche un buongustaio sempre alla ricerca di piatti tipici locali e con una propensione forte verso il biologico. Più in generale, secondo una recente indagine della Cia, la scelta di fare le vacanze in agriturismo è dettata principalmente dal desiderio di stare a contatto con la natura (48 per cento), di riposarsi in assoluto relax e tranquillità (23 per cento), di gustare la cucina tradizionale e le specialità enogastronomiche locali (19 per cento), di avere vicino luoghi che hanno attrattive culturali o religiose (10 per cento). In più, dall’indagine viene fuori che la scelta agrituristica ha un altro dei suoi punti di forza nell’accoglienza “familiare” dell’azienda, che è preferita al rapporto impersonale tipico degli alberghi.
“La necessità di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo premia gli agriturismi -continua Turismo Verde-Cia-. C’è il relax della campagna ma non troppo lontano dal centro urbano, la possibilità di soggiornare, risparmiando, vicino alla località di mare o alla città d’arte, c’è il fondamentale aspetto enogastronomico, con una ristorazione attenta alla stagionalità dei prodotti e menù legati al territorio e alle tradizioni locali.
Senza contare che le strutture agrituristiche -continua Turismo Verde-Cia- offrono sempre più servizi: non solo natura ed escursionismo, ma fattorie sportive, birdwatching e aree benessere attrezzate, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta. E poi corsi per preparare impacchi cosmetici naturali per la cura del corpo, corsi di cucina, attività di svago per i bambini con la possibilità di partecipare alla vita agricola dell’azienda”.
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