“Mistificare la realtà è considerato da qualcuno un’arte e pare riesca particolarmente bene quando, in politica, si perdono i riferimenti etici e il senso della misura. Così accade che il Sindaco Altobello, dopo aver affidato ad una missiva “riservata” le sue “giustificazioni” per l’atto unilaterale e politicamente incomprensibile con cui revoca un solo incarico assessorile, ne fa pubblica menzione costringendomi ad intervenire e prendere posizione in un dibattito mediatico, nonostante avessi scelto una via ispirata a massima riservatezza e rispetto delle istituzioni”. Lo dichiara Pia Tummolo, Presidente dell'Assemblea provinciale del PD e già assessore del comune di Lavello. “Siamo all’epilogo di una vicenda politico-amministrativa che è iniziata nel 2008, quando si intendeva, con la nascita del PD, mettere in campo una nuova e motivata classe politica, e che oggi vorrebbe mettere fine a quel progetto e a quella esperienza. Il “traghettatore” di nuove generazioni e classi politiche, come il sindaco Altobello si definisce, rimane l’unico “sopravvissuto” alla fine di questo ciclo politico. Infatti un dato è indiscutibile: oggi, dopo che sono saltati tutti gli impegni politici pre-elettorali, non rimane quasi nulla di quella esperienza, del Partito locale e di tutti coloro che hanno partecipato al progetto di riconquista del governo cittadino delegandolo alla guida. Appellarsi al “deterioramento del rapporto fiduciario” per motivare scelte deflagranti, che nulla hanno di politico, mette in capo al Sindaco ulteriori responsabilità: non aver saputo o voluto confrontarsi con un suo assessore e con l’intero Partito nei tempi giusti, nonostante i solleciti, come il segretario cittadino ben sa, e poi non aver saputo o voluto far sintesi all’interno della compagine istituzionale, isolando la vittima prescelta con una strategia ben definita e che parte da lontano. Mi auguro che il piano di discussione di questa brutta vicenda rimanga alla politica anche se la macchina del fango è partita”.
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