Tribunale Melfi, Navazio protesta con sindaci e cittadini

Il presidente di Io Amo la Lucania: “Con la mia presenza a Roma voglio, insieme ai sindaci e ai cittadini sempre meno indifferenti alle questioni del proprio territorio, che la classe dirigente di Basilicata alzi la voce”

Ribadire un forte no alla paventata chiusura del tribunale di Melfi attraverso una mobilitazione popolare a Roma, dinanzi al ministero della Giustizia insieme ai sindaci e ai cittadini. È il senso che anima la protesta prevista oggi nella capitale alla quale sta prendendo parte anche il consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio (Ial).

“Con la mia presenza a Roma – afferma Navazio – voglio, insieme ai sindaci e ai cittadini sempre più arrabbiati e meno indifferenti alle questioni del proprio territorio, che la classe dirigente di Basilicata (essa per prima) non si racchiuda nella difesa salottiera ma alzi la voce. Non intendo fare il capopopolo, non intendo scendere in piazza con i forconi. Occorre solo riprendere lo spirito della piazza, così come ho fatto in prima persona per la battaglia di Scanzano relativa al nucleare e a quella di Rapolla sull’elettrodotto Matera-Sofia. Occorre far sentire l’alito dei cittadini. Proprio come oggi sta accadendo”.

“La mia voglia di una mobilitazione più forte – spiega Navazio – come quella che si vuole esprimere oggi nella capitale, l’avevo già manifestata nell’assemblea dei sindaci aderenti all’area programma del Vulture dove, insieme a parlamentari, sindaci, consiglieri regionali, presidente dell’ordine degli avvocati e avvocati, mi ero espresso circa la intangibilità del tribunale”.
“La storia insegna – continua l’esponente di Io Amo la Lucania – che solo grandi mobilitazioni popolari sono in grado di far cambiare idea ai fortissimi governi” Il presidente di Io Amo la Lucania crede che “oggi più che mai la Regione è chiamata a difendere se stessa. E concordo con le parole del Presidente dell’ordine degli avvocati, l’avv. Di Ciommo: qui si tratta di legittima difesa!”

“Oggi tocca ai tribunali e non bastano mozioni, petizioni, ordini del giorno, (per la verità a qualcuno basta scrivere al Presidente della Repubblica). Ho dei timori. La mia assenza alla seduta del consiglio regionale di oggi – spiega Navazio – è motivata dalla sola voglia di giustizia verso questioni davvero urgenti, di rispetto per il nostro territorio”.
“Oggi – conclude il consigliere regionale – in questa giornata romana dal clima ardente non si poteva rimanere imbrigliati nei corridoi del palazzo. Non si poteva essere semplici spettatori!”.

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