Il cda della Biennale di Venezia, su proposta del direttore del settore Teatro Willem Dafoe, ha assegnato il Leone d’oro alla Carriera della Biennale Teatro 2026 a Emma Dante. “È un’artista, una donna che, partendo da Palermo, dal cuore della sua Palermo – dice la motivazione – ha saputo portare la Sicilia alla ribalta, innervando la grande lezione di Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, come pure di Ciprì e Maresco o Franco Scaldati, affrontando con coraggio non solo una ricerca linguistica unica, ma anche dando forza scenica a quei temi scomodi e dolorosi che da sempre sembrano connotare la sua terra”.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nel corso del 54/o Festival internazionale del Teatro (dal 7 al 21 giugno) nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale. In occasione del Festival Emma Dante, classe 1967, presenterà in prima assoluta I Fantasmi di Basile.
Emma Dante ha un forte legame con la Basilicata e, in particolare, con Matera, soprattutto grazie alla sua partecipazione al festival “So Far So Close” (2020), parte di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, dove ha presentato i suoi “Messaggeri”, un percorso sulla tragedia greca che ha utilizzato la Cava del Sole come scenario. Uno spettacolo-concerto evocativo per sublimare il dolore che la pandemia ha portato con sé costellando la nostra epoca di domande nuove, ma anche evocando crepe ataviche.
“I messaggeri della tragedia greca ci riguardano da vicino, assomigliano ai nostri messaggeri contemporanei, portatori di dolore e lutto” – scriveva Emma Dante. “Se accostiamo il racconto della Protezione Civile – che per circa settanta giorni alle 18.00 in punto ha scandito con notizie tremende le nostre giornate in quarantena – a quelli dei testi di Euripide e Sofocle, troveremo molte analogie. Il messaggero arriva più o meno verso la fine della giornata in cui si svolge la storia e, rivolgendosi direttamente al pubblico, come in un telegiornale, descrive per filo e per segno il racconto dell’orrendo evento senza risparmiarci i particolari che sono punte di coltelli affilati. Porta nel suo messaggio la parte più cruenta, quella che rende la storia insopportabile al cuore e alla mente. Attraverso il processo doloroso della catarsi, cerca di impietosire la comunità per mondare il corpo e l’anima da ogni contaminazione”.