Tartufo bianco pregiato del Serrapotamo e Carosella Lucana al centro di una giornata operativa svoltasi giovedì 15 gennaio nel comune di Carbone, promossa dall’amministrazione comunale e dall’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura della Basilicata. Delineate strategie concrete di valorizzazione, tutela ambientale e sviluppo economico del territorio. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Carbone Mariano Mastropietro, Michele Blasi e Domenico Cerbino dell’Alsia e Michele D’Arino, in rappresentanza della filiera dei cereali antichi del Pollino. Nella prima parte della giornata, il direttivo dell’associazione Tartufai del Serrapotamo si è confrontato con il direttore generale dell’Alsia, Blasi, sulle principali criticità del comparto tartufigeno. La tutela delle tartufaie naturali e degli ecosistemi, la necessità di progetti strutturati per la gestione sostenibile delle risorse, l’adeguamento della normativa regionale alle nuove esigenze del settore e il ruolo strategico del tartufo come strumento di marketing territoriale, capace di generare valore economico, turistico e culturale, sono stati gli argomenti al centro del confronto. In conclusione è emersa, con forza, l’importanza della organizzazione, della formazione e della responsabilità condivisa per rendere il comparto competitivo e duraturo nel tempo, in considerazione, anche, della forte sensibilità espressa su questo settore dall’assessore all’agricoltura, Carmine Cicala.
La seconda parte della giornata è stata dedicata alla costituzione del Comitato promotore per il riconoscimento della Farina di Carosella Lucana Dop. “L’obiettivo è chiaro – ha dichiarato il sindaco Mastropietro – avviare formalmente il percorso per il riconoscimento europeo. Il Comune garantirà il supporto istituzionale, ma il progetto deve essere guidato da chi produce e trasforma ogni giorno questo grano. Le esperienze della filiera della Carosella e dell’associazione Tartufai dimostrano che organizzazione e responsabilità condivisa portano risultati concreti”.
Nel corso del confronto sono state ripercorse la storia e le origini della Carosella Lucana, il ruolo degli attori locali – in particolare della filiera dei cereali antichi del Pollino – e le prospettive di sviluppo per prodotti derivati come pane, pasta, biscotti e prodotti da forno, in un’ottica di connessione tra tradizione, innovazione e nuovi mercati. Il direttore dell’Alsia, Blasi, ha sottolineato un punto chiave: “Oggi avviamo il percorso di richiesta della dop- ha rimarcato – ma non basterà ottenere il riconoscimento della denominazione di origine, occorrerà, infatti, garantire continuità produttiva e quantitativi adeguati per rispondere ai mercati locali, nazionali e internazionali». Grazie all’attività di studio dell’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, la Carosella Lucana è stata riconosciuta come Materiale Eterogeneo Biologico (Meb) ai sensi dei regolamenti Ue 848/2018 e 2021/1189, con notifica ufficiale del Crea di Milano il 10 settembre 2025. Per la campagna agricola 2025 sono stati distribuiti circa 80 quintali di seme biologico certificato, con un incremento previsto per le annualità 2026–2027 a fronte della crescente domanda.
Attualmente in Basilicata la superficie coltivata a Carosella è di circa 200 ettari. Nel comprensorio del Pollino opera una filiera organizzata composta da 23 operatori tra produttori, molini e trasformatori. La produzione viene assorbita principalmente dai molini Arleo e Cantisani, ai quali si sono recentemente aggiunti i molini Gaudioso di Latronico e D’Agostino, per un totale di circa 1.400 quintali annui commercializzati. L’incontro di Carbone segna così un passaggio operativo importante verso la valorizzazione di due eccellenze lucane, simbolo di biodiversità, identità e sviluppo sostenibile.