Il prossimo congresso regionale sarà il punto di non ritorno per i socialisti lucani, un bivio fondamentale in cui decidere se aprirsi alla società lucana, oppure se rinchiudersi nel ruolo di mero comitato elettorale perennemente alla ricerca di semplici equilibri territoriali. Per tali ragioni si ritiene opportuno, produrre un documento politico dai contenuti culturali e programmatici dando forma ad una mozione di scopo, ad una battaglia tesa ad innescare un dibattito politico di alto profilo contro le asfittiche liturgie dei congressi “moderni”. Lo dichiara il segretario regionale dei Socialisti Lucani Raffaele Tantone.
"Il fine – prosegue – è quello di liberare le energie umane ed intellettuali del partito, dando spazio a freschi e nuovi dirigenti ed amministratori, che non partecipano ai "caminetti" e che rischiano altrimenti di smarrirsi nella sindrome da “vittoria mutilata”, a seguito cioè dell’incomprensibile esclusione dal governo regionale nonostante lo splendido risultato elettorale.
Tale evento costituisce una frattura nei rapporti politici di coalizione, ma soprattutto dimostra l’inutilità di perseguire il protagonismo politico dei socialisti tramite la professione di responsabilità nei confronti degli alleati pigliatutto, rendendo evidente la necessità di lavorare per far percepire ai cittadini la nostra autonomia e la non subalternità all’appiattimento politico imperante.
Per questo il congresso deve essere l'occasione per la costruzione di un nuovo radicamento civile e sociale nella comunità lucana".
BAS 05