Si è conclusa con una significativa partecipazione di pubblico l’edizione 2026 del Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture, appuntamento centrale del calendario culturale locale e tra le espressioni più rappresentative del circuito dei carnevali antropologici della Basilicata.
Il Carnevale era ufficialmente iniziato il 17 gennaio, in occasione della festività di Sant’Antonio Abate, data che per la comunità rionerese segna tradizionalmente l’apertura del periodo carnascialesco. Da quel momento, ogni sabato, il paese è stato attraversato da sfilate, maschere e momenti di animazione che hanno accompagnato cittadini e visitatori verso la giornata conclusiva del 17 febbraio.
Il programma del giorno culminante ha preso il via con il raduno dei gruppi mascherati presso il Piano delle Cantine Sant’Antonio. Poi, l’arrivo di Turdei ha dato avvio alla sfilata delle allegorie, i tradizionali “carnval”, che hanno percorso le principali vie cittadine fino a raggiungere piazza Giustino Fortunato, dove si sono svolte le esibizioni dei gruppi. La manifestazione si è chiusa con la tradizionale festa dei colori, tra musica e momenti di convivialità.
Protagonista assoluto è stato Turdei, maschera storica e identitaria del paese, simbolo della tradizione contadina lucana e del patrimonio culturale immateriale del territorio. La figura si ispira a Michelarcangelo Curto (1858-1944) e nasce tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Il suo aspetto – pelli animali, corna, campanacci, forca agricola e teschio – richiama l’immaginario arcaico del mondo rurale e il confine simbolico tra sacro e profano.
Secondo la tradizione, durante il Carnevale Turdei scendeva dal Monte Vulture attraversando vicoli e contrade, suscitando timore e ilarità, in un rituale collettivo che rievoca il significato originario del Carnevale come tempo di sospensione delle regole e rovesciamento simbolico dell’ordine quotidiano, così come descritto anche da Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”.
L’edizione 2026 ha confermato la forza identitaria e la capacità aggregativa del Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture, espressione di una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo saldo il legame tra memoria storica, cultura popolare e comunità.