Stabilità, Rosa: “contratti, Pittella si rimangia tutto”

Per l’esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale: “Stabilità 2015, la rivoluzione che non c'è: prorogati i contratti dei 'raccomandati' fino a dicembre 2015”

&ldquo;&lsquo;E&rsquo; intendimento della Regione Basilicata procedere all&#39;espletamento di selezioni (…)&rdquo;, Pittella dixit. Ad Agosto. A Dicembre si rimangia tutto, come da sua abitudine: con gli articoli 51 e 52 della legge di Stabilit&agrave; 2015, i contratti di collaborazione della Regione Basilicata vengono prorogati al dicembre 2015, con buona pace della legalit&agrave;, dei vincitori di concorsi pubblici e dei tanti giovani disoccupati che non hanno santi in Paradiso. Oramai dovremmo essere abituati alle false promesse del &lsquo;gladiatore&rsquo;&rdquo;. E&#39; quanto afferma il capogruppo consiliare di Lb-Fdi, Gianni Rosa.<br /><br />&ldquo;Si ripresentano, come appuntamento immancabile &ndash; sottolinea Rosa – le norme &lsquo;Salva precari&rsquo; (art 50 e art 51della legge di stabilit&agrave; 2015), una platea di 94 &lsquo;raccomandati&rsquo; cui vengono nuovamente prorogati i contratti fino al 31 dicembre 2015. Storia antica che continua a ripetersi e che conferma la volont&agrave; di Pittella, al di l&agrave; dei suoi &lsquo;falsi&rsquo; slogan, di non modificare nulla nei palazzi di Viale Verrastro, continuando imperterrito nel modo di fare di Bubbico e De Filippo. Siamo al ridicolo. Dopo un primo concorso sfumato perch&eacute; qualcuno voleva &lsquo;imbrogliare&rsquo; ad un secondo bloccato dal Tar. Vi sono, infatti, vincitori di concorso, i quali hanno acquisito un diritto che la Regione non vuole riconoscere, che hanno professionalit&agrave; analoghe a quelle dei &lsquo;fortunati&rsquo; precari. Invece, siamo all&rsquo;ennesima proroga. Siamo all&rsquo;ennesima beffa. &lsquo;&Egrave; intendimento della Regione Basilicata procedere all&#39;espletamento di selezioni. Ci&ograve; significa che nessuno di noi ha intenzione di venire meno alle cose che ci siamo detti quando ci siamo insediati ed anche in occasione della prima norma&rsquo;. Diceva Pittella durante l&rsquo;assestamento di bilancio ad Agosto. E invece, il Presidente, oggi &ndash; continua Rosa – sconfessa quanto detto in campagna elettorale e nel corso della sua relazione di insediamento, confermando di fatto che la rivoluzione non pu&ograve; provenire da chi fa parte di quel Sistema Basilicata che ha messo in ginocchio la Regione. Dimostrando che la rivoluzione non pu&ograve; essere realizzata con gli stessi mezzi usati nei decenni scorsi e che si sono dimostrati fallimentari&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Anzi &ndash; aggiunge il consigliere – rende le sue promesse ancora pi&ugrave; false perch&eacute; dal testo della norma scompare anche quella frase &lsquo;Nelle more dell&#39;espletamento della selezione per il reclutamento a tempo determinato ai sensi (…)&rsquo; che avrebbe potuto lasciare accesa una speranza. Ma cosa importa a Pittella realmente di voler cambiare qualcosa? Il Presidente della Regione non ha interesse a smantellare un sistema voluto dai tanti &lsquo;signorotti&rsquo; che si sono succeduti al comando. E alimenta &ndash; prosegue Rosa – quel sistema di proroghe su proroghe, che avvengono con lo strumento legislativo. Quale Dirigente si assumerebbe la responsabilit&agrave; di atti amministrativi di dubbia legittimit&agrave;? Invece, tutto avviene con Legge che &egrave; sistematicamente approvata dalla irreggimentata maggioranza del Consiglio, facendo in modo di ripartire le responsabilit&agrave; un po&rsquo; su tutti. Nel silenzio del Consiglio, se la responsabilit&agrave; &egrave; di tutti, non &egrave; di nessuno. La scusa per lasciare che le cose non cambino mai &egrave; sempre la stessa da anni: &lsquo;non possiamo perdere i soldi dell&rsquo;Unione europea&rsquo;. La verit&agrave; &egrave; altra: si preferisce mantenere lo status quo&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Da un lato &ndash; afferma Rosa – tanti ex-giovani cui da anni viene prorogato il contratto, dall&rsquo;altro tanti giovani che di fronte ad un tale stato di cose non possono fare a meno di constatare che, in Lucania, per trovare lavoro bisogna avere un padrino. In entrambi i casi si perpetra quel clientelismo che rende marcio questo sistema. In entrambi i casi il lavoro che dovrebbe essere il mezzo che &lsquo;nobilita l&rsquo;uomo&rsquo;, diventa lo strumento infame per rendere schiavi tutti. Neanche a dirlo, noi voteremo contro. La &lsquo;spintarella&rsquo; non &egrave; un metodo di selezione. La legalit&agrave; e l&rsquo;equit&agrave; &ndash; conclude Rosa – per i quali noi ci batteremo sempre, passano solo attraverso i concorsi pubblici&rdquo;.<br /><br /><br /><br /><br />

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