Specialistica ambulatoriale, Castelluccio: fare chiarezza

Il Vice presidente del Consiglio regionale chiede spiegazioni esaurienti da parte dell’assessore al Dipartimento “Salute”, Flavia Franconi, sulla specialistica ambulatoriale

&ldquo;Sono certo che l&rsquo;assessore Franconi nell&rsquo;audizione in quarta Commissione prevista per gioved&igrave; prossimo fornir&agrave; adeguate ed esaurienti spiegazioni sulla delibera che riguarda i tetti di spesa per le strutture della specialistica ambulatoriale che si intreccia strettamente con l&rsquo;accordo interregionale sulla mobilit&agrave; sanitaria sottoscritto, pi&ugrave; di recente rispetto alla delibera,&nbsp; in sede di Conferenza delle Regioni e, quindi, anche dalla Basilicata, confermando il ruolo di erogazione di servizi e prestazioni e, dunque, di attrazione extraregionale delle strutture &lsquo;di confine&rsquo; come quelle di Matera&rdquo;.<br /><br />E&rsquo; quanto afferma il vice presidente del Consiglio regionale ed esponente di Forza Italia, Paolo Castelluccio, per il quale &ldquo;pensare semplicemente ad un &lsquo;provvedimento fotocopia&rsquo; di quello del 2016, duramente contestato all&rsquo;unanimit&agrave; dalla quarta Commissione, imponendo a centri d&rsquo;eccellenza di &lsquo;respingere&rsquo; utenti provenienti da fuori regione, non solo &egrave; insensato ma persino in contrasto con l&rsquo;accordo sulla mobilit&agrave; sanitaria che consente alla Basilicata di recuperare da altre Regioni almeno una parte della spesa altissima dovuta alla migrazione sanitaria dei lucani verso altre regioni&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Come chiede Sanit&agrave; Futura ormai da anni &ndash; continua il Vice presidente del Consiglio regionale &ndash; non &egrave; pi&ugrave; possibile disconoscere che la mobilit&agrave; sanitaria &egrave; un diritto di ogni cittadino italiano ed &egrave; il vero strumento in grado di ridurre il nostro saldo passivo (differenza tra mobilit&agrave; passiva e mobilit&agrave; attiva) che si aggira tra i 30 – 40 milioni di euro l&rsquo;anno e che la nostra Regione riceve in meno dal fondo nazionale attraverso la compensazione della mobilit&agrave; sanitaria&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Sono altrettanto convinto &ndash; afferma ancora Castelluccio &ndash; che il presidente della quarta Commissione, Luigi Bradascio, sapr&agrave; difendere l&rsquo;autonomia della Commissione stessa e, nel merito, la posizione assunta con il cosiddetto parere favorevole condizionato espresso sul provvedimento 2016 per mettere fine al comportamento, censurabile istituzionalmente prima che politicamente, del Dipartimento Salute che ha finto di accogliere le modifiche proposte dall&rsquo;organismo consiliare e, in realt&agrave;, nulla ha cambiato rispetto alle importantissime questioni della territorialit&agrave;, dell&rsquo;equit&agrave; di accesso e della competitivit&agrave;. Nello specifico &egrave; necessario rimodulare il contenuto della deliberazione sui tetti di spesa tenendo in considerazione l&rsquo;individuazione di almeno due ambiti di zona per &lsquo;liberare&rsquo; l&rsquo;intero comparto del tutto ingessato a causa di un forte immobilismo che si protrae ormai da anni&rdquo;.<br /><br />Per il Vice presidente del Consiglio &ldquo;se ci sono alcune migliaia di cittadini di altre regioni che ogni anno si rivolgono a strutture private accreditate di Matera ci sar&agrave; pure un motivo che solo il Dipartimento Salute ignora al contrario della Commissione che, con coraggio e lungimiranza, ha sostenuto scelte strategiche e prioritarie per il miglioramento dell&rsquo; erogazione di prestazioni e servizi all&rsquo;utenza. Sul fronte dell&rsquo;imprenditoria nella sanit&agrave; si tratta di affermare il principio della competitivit&agrave; tra le strutture private accreditate, competitivit&agrave; che non pu&ograve; solamente tradursi in semplici percentuali di tetto. La vera competitivit&agrave; &ndash; conclude Castelluccio – potr&agrave; realizzarsi solo a condizione che siano fissati da una Delibera regionale essenziali prerequisiti da cui non &egrave; possibile prescindere&rdquo;.<br />

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