Per il capogruppo di Alleanza per l’Italia in Consiglio regionale “la politica non ha bisogno di trasmettere questi messaggi: deve, invece, riuscire a restituire fiducia ai cittadini, attraverso esempi virtuosi ed azioni concrete”
“La vicenda – non solo politica – che ha portato alla revoca, da parte del presidente della Provincia, della delega all’assessore Vito Di Lascio, merita qualche ulteriore riflessione”. E’ quanto sostiene il capogruppo di Alleanza per l’Italia in Consiglio regionale, Alessandro Singetta, per il quale “in un momento in cui la politica sta cercando, con molta fatica ed incerti risultati, di recuperare la distanza che la separa dalla società, in un momento in cui molti episodi della vita amministrativa si prestano ad interpretazioni ambigue, il provvedimento assunto nei confronti del giovane assessore del Pd lascia molto perplessi. E non ritengo che possa rappresentare un ‘esempio’ di cui gloriarsi”.
“Conosco Vito Di Lascio da tanti anni – afferma Singetta – per ragioni che esulano dall’ambito politico; ne ho sempre apprezzato il dinamismo, la vivacità intellettuale, la capacità programmatoria. Doti rare, non solo in un giovane politico. Ho difficoltà a ricordare provvedimenti analoghi, basati su un improvviso venir meno del rapporto fiduciario. D’altronde, pur volendo ipotizzare che la ‘vicenda Di Lascio’ possa rappresentare l’avvio di una nuova stagione politica basata su un diverso rigore ed una maggiore applicazione di un’etica più invocata che praticata, ciò contrasta nettamente con una serie di regole (scritte e non) vigenti nei vari partiti”.
“Come non pensare – si chiede l’esponente dell’Api – al limite del doppio mandato continuamente e reiteratamente violato? Ai tanti sindaci che sono – contemporaneamente – anche consiglieri provinciali e, spesso, commissari delle Comunità Montane? In questo quadro, diventa estremamente improbo pensare che il provvedimento assunto nei confronti di Vito Di Lascio non sia frutto di altri ragionamenti e non nasconda altri obiettivi, anche per la sua cadenza temporale. La politica non ha bisogno di trasmettere questi messaggi: deve, invece, riuscire a restituire fiducia ai cittadini, attraverso esempi virtuosi ed azioni concrete che – in un contesto di regole ben definite e rispettate da tutti – riescano a risolvere gli annosi problemi della nostra regione (lavoro e disoccupazione in primis) che diventano di giorno in giorno più assillanti”.