Nell’incontro svoltosi a Potenza tra i rappresentanti della Casa Divina Provvidenza e le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl è stata esaminata la problematica del provvedimento di cassa integrazione per 52 unità lavorative, a zero ore per sei mesi, sospesa, però, a seguito della richiesta avanzata con forza dal sindacato ed ottenuta lo scorso 16 aprile dopo l’incontro con il Presidente della Regione. A comunicarlo in una nota congiunta le stesse organizzazioni sindacali. “La fase congiunturale – si legge – si può anche affrontare verificando in azienda la possibilità di ricorrere non necessariamente alla cassa integrazione temporanea per 52 lavoratori, anche con rotazione, ma trovando soluzioni alternative. Per affrontare la crisi nel merito, si è, tuttavia , deciso di procedere, nei prossimi giorni, a verificare, congiuntamente alla direzione sanitaria ed amministrativa del Don Uva, possibili ambiti di cassa integrazione, anche se il sindacato continua a ribadire l’inesistenza di esuberi di personale in quanto l’attuale dotazione organica di Potenza e’ appena sufficiente a garantire l’efficienza dei servizi. In conclusione dell’incontro, Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato che tutte le risorse che la Casa divina Provvidenza riceve dalla Regione Basilicata devono essere utilizzate per la sede di Potenza. Poiché, infine, si prevede, dopo il 15 maggio, un nuovo incontro a Roma presso il Ministero del Lavoro, le organizzazioni sindacali lavoreranno per definire gli ambiti e le modalità della cassa integrazione”.
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