Sileo: Il glass ceiling tendenza patologica a carico degli uomini

Il presidente del gruppo misto: “Mentre ci si interroga se e come le donne possano aspirare ad autodeterminarsi in pienezza, l’avvistamento del cigno nero: il caso di Armento. Una Giunta comunale composta da tre donne, impegnata nel fare più che nel dire”

“Abbandonando la sclerotica postura qualunquista, appassionata alla questione di genere che, soprattutto in politica, è fautrice di distorsioni concettuali che richiamano ad una vicenda dal retrogusto femminista, è salvifico imbattersi in un caso eclatante che diventa decisivo per una diagnosi corretta del fenomeno ‘donne e ruoli in società’. Appare assai retorico l’impegno nell’edificazione di estemporanee cortine di protezione a beneficio delle donne aggredite da stereotipi o addirittura oggetto di maltrattamento. Se per un verso il gap di genere è un fatto, è sotto altri aspetti molto pericoloso immaginare che la questione debba essere affidata prevalentemente alla concessione di diritto in quota rosa per agevolare la collocabilità delle donne in politica. Una sorta di ‘benefit’ da riconoscere per diritto anagrafico che lungi dal valorizzare la femminilità la perimetra ancor di più”. Lo afferma il presidente del Gruppo misto del Consiglio regionale, Dina Sileo, evidenziando che il dibattito intero sembra portarsi appresso una specie di anacronistica sindrome di inferiorità da risolvere mediante l’adozione di protezione e garanzie a prescindere. Allo stesso modo, quando (con inaccettabile frequenza) si verificano episodi di ricorso ad espressioni sessiste a danno della donna di turno, si generano focolai di reazioni che alimentano l’istanza di garanzia a beneficio della donna. Una sorta di distorsione diagnostica che pare non focalizzare l’attenzione sulla vera questione: il glass ceiling, ossia il vetro di cristallo costruito da consuetudini e da atteggiamenti maschili, spesso invisibili ma comunque capaci di costituire un reale limite per la reale partecipazione delle donne alla libera espressione dei propri potenziali, non è tanto e solo un problema per le donne quanto piuttosto una tendenza patologica resistente e però, sottolineo, tutta a carico degli uomini. Solo pertanto questi uomini ad aver bisogno di aiuto”.

“Dopo tutto – dichiara Sileo – mentre ci si interroga se e come le donne possano aspirare ad autodeterminarsi in pienezza, costituendo valore aggiunto per le comunità, mentre ci si interroga se possa esistere un cigno nero facendo ragionamenti di genetica e di agibilità dello stagno, ci distraiamo e non prendiamo atto che in stagni limitrofi ai nostri, i cigni neri sono già da tempo splendidi navigatori e decisori delle proprie e delle altrui rotte. Uno stagno fiabesco l’ho visitato di recente ad Armento, località impreziosita da una orografia spettacolare ma ancor più dalla specificità di equilibri delicatissimi a garanzia della propria sussistenza. Un luogo fragile come un cristallo antico che brilla solo se lo si continua a nutrire di luce. Qui, lontano da ogni anacronistico dibattito, l’intera vicenda di perpetuazione di una reale ecologia del vivere laboriosamente è affidata ad una Giunta comunale composta da tre donne. Il Sindaco, Maria Felicia Bello, è davvero un cigno nero (al pari delle sue tantissime colleghe europee che si dedicano a segnare le sorti di intere comunità, seppur con esiti talvolta differenti). Un sindaco che mi ha accolta e che mi ha insegnato che conciliare i servizi essenziali con l’attenzione all’estetica nell’abitare i luoghi significa praticare una paziente pedagogia sociale che, nella vocazione femminile, trova ispirazioni continue e risorse insospettabili”.

“Ecco, allora, Maria Felicia Bello, Sindaco di Armento, e la sua Giunta al femminile – sottolinea il consigliere – non hanno bisogno di protezione o di retoriche. Sono cigni neri che suggeriscono a tutti noi la vera emergenza: la questione femminile finirà quando finiremo di percepirla come bisognosa di tutele. Solo allora potremo centrare la questione e concentrarci sul grido d’allarme che lancia il mondo maschile: fermo, con imbarazzante rifiuto della realtà, in un pantano qualunquista che nella emancipazione della donna si illude di poter abusare a livelli mai sino ad oggi neppure immaginata. Ma i cigni neri sanno scrollarsi dalle piume impermeabili questi patetici tentativi”.

“Chi avesse ancora dei dubbi – conclude Sileo – andasse ad Armento. Incontrando il Sindaco indaffaratissima nel fare più che nel dire, potrebbe beneficiare di una rapida riconnessione alla realtà. Una realtà che, per fortuna, è ormai irreversibile”. 

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