Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del Comitato unitario dei cittadini di Puglia e Basilicata per la difesa delle Terre Joniche costituito all’indomani degli eventi del 2 marzo scorso.
Domenico Lence, chiamato a svolgere la funzione di portavoce del Comitato, ha fatto il punto: “Il 19 di Marzo nella Manifestazione unitaria nel Parco Comunale di Marina di Ginosa avevamo fatto un appello chiaro all’unità e ad agire in maniera rapida, con misure certe e straordinarie per consentire a comunità come quelle del Tarantino e del Materano di uscire dalla crisi (cui l’ultima esondazione dei fiumi ha dato un contributo mortale) con dignità ed equità. Avevamo detto con chiarezza che siamo in mobilitazione e che, questa volta, non ci accontenteremo della logica della pacca sulle spalle o delle assicurazioni cui non seguono fatti. Ancora non vediamo traccia dei provvedimenti urgenti che i cittadini attendono.”
Durante la conferenza stampa, in cui sono intervenuti anche Gianni Fabbris e Davide Bonora, – spiega un comunicato – il comitato ha riproposto con preoccupazione quattro domande:
1) Perché non è stato ancora dichiarato dal Governo Nazionale lo stato di emergenza per le zone pugliesi colpite dall’esondazione dei fiumi del 2 di Marzo e perché non è stata ancora emessa l’ordinanza del Presidente Berlusconi sulle risorse stanziate e su come vanno utilizzate?
2) Perché non ci sono certezze sui finanziamenti, sui tempi e sui modi per consentire alle aziende ed alle famiglie di riprendere con dignità le attività ?
3) Perché, nonostante che le province di Matera e Potenza e le Regioni Puglia e Basilicata lo abbiano chiaramente previsto nelle risoluzioni assunte in questi giorni, non vi è traccia di provvedimenti di sospensione di pagamenti, scadenze ed esecuzioni per aziende e famiglie nei territori colpiti?
4) Se questa è la risposta all’emergenza, come potranno essere fugate le preoccupazioni dei cittadini che altri disastri ambientali colpiscano un territorio impreparato?
“Due – sottolineano gli esponenti del Comitato – sono gli atti urgenti che ci aspettiamo: che il governo nazionale adotti lo stato di calamità per la Puglia emettendo le ordinanze per Puglia e Basilicata in cui destina i fondi e che si aprano percorsi concreti per definire forme di sospensione di pagamenti, scadenze ed esecuzioni per i soggetti colpiti. Come avevamo annunciato, siamo pronti a rispondere con la mobilitazione ed a passare a forme di lotta determinate se non avremo risposte”.
Il Comitato ha convocato una nuova assemblea per giovedì 31 alle ore 18 al Borgo di Metaponto (nella palestra presso il Museo) "per decidere nuove forme di lotta già dai giorni successivi se non ci saranno state risposte chiare alle richieste di misure per fronteggiare la crisi".
BAS 05