I sette Presidenti del Consiglio di Istituto delle scuole statali e i cinque di quelle materne paritarie aderenti alla Fism (Federazione delle scuole materne) della città di Potenza, in seguito al mancato avvio e al rinvio sine die del servizio mensa, in un documento inviato ai vertici istituzionali si sono fatti interpreti “del grave disagio nel quale sono venute a trovarsi quasi duemila famiglie della città di Potenza”m, lamentando che, “paradossalmente, a pagare il prezzo del disavanzo di bilancio siano stati chiamati in primo luogo proprio i più piccoli, i più deboli i meno responsabili ed anche i più indifesi”.
Nel ricordare amministratori pubblici “che la mensa scolastica, specie per i bambini delle scuole materne, rientra tra i servizi essenziali che qualificano il grado di civiltà di una comunità e che, nel caso di scuola a tempo pieno, costituisce un servizio obbligatorio, oltre che rilevante sotto il profilo educativo e didattico”, nel documento i presidenti dei Consigli di istituto fanno presente che “la concessione – da parte del Ministero – di sezioni di scuola dell’infanzia o di classi a tempo pieno e/o prolungato è subordinata all’impegno e alla garanzia di attivazione della mensa da parte dell’amministrazione comunale”.
Nello stesso tempo, respingono come “improponibili, estemporanee e confuse iniziative come quella adombrata di una “trattativa” privata delle famiglie con la cooperativa Multiservice nonché il pagamento diretto da parte degli utenti del servizio”. Ciò in considerazione del fatto che “l’ipotesi, se attuata, implicherebbe l’ emarginazione dei bambini – un terzo del totale – le cui famiglie, specie in tempi di crisi, versano in disagiate condizioni economiche”.
Il documento, inoltre, richiama l’Amministrazione comunale a tener conto del fatto che “il protrarsi della mancata attivazione del servizio mensa mette seriamente a rischio la tenuta del sistema scolastico cittadino in quanto, per effetto della riduzione “temporanea” dell’orario scolastico, gli uffici territoriali del Ministero potrebbero nel breve periodo rivedere gli organici attribuiti alle varie scuole e procedere al taglio delle unità di personale assegnate in previsione di un tempo settimanale più lungo”.
Si invitano, pertanto, vivamente il Consiglio Comunale, nelle sue varie articolazioni, e gli Amministratori tutti “a predisporre immediatamente l’utilizzo del residuo di bilancio di previsione 2013 per consentire , sia pure in dodicesimi, di avviare subito il servizio mensa in città, studiando nel frattempo le soluzioni più idonee per assicurarne la la continuità del servizio nei mesi successivi, nel rispetto della dignità delle famiglie e della assoluta eguaglianza di tutti i bambini di fronte ad un bisogno tanto elementare che le comunità ritiene si ponga anche come diritto fondamentale”, riservandosi “se dovesse protrarsi ancora il disagio attuale di attivare iniziative di proteste nelle forme che si riterranno più idonee al raggiungimento dello scopo“.
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