Scorie nucleari, mozione di Cifarelli: no al deposito unico

Dopo la riunione dei Consigli comunali dell’area murgiana, il capogruppo del Pd ha presentato un documento che impegna la Giunta “a dichiarare le aree dell’intero territorio regionale non disponibili alla localizzazione del deposito nazionale”

&ldquo;Facendo seguito alla riunione dei Consigli comunali di Matera, Altamura, Gravina, Santeramo, Irsina, Spinazzola e Poggiorsini, e condividendo la delibera da questi assunta, questa mattina ho depositato presso la Presidenza del Consiglio regionale una mozione con la quale si impegna il presidente della Giunta Regionale &lsquo;a dichiarare le aree dell&rsquo;intero territorio regionale non disponibili alla localizzazione del deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi e del parco tecnologico cos&igrave; come indicato nella proposta di Carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito nazionale e parco tecnologico del 2 gennaio 2015&rsquo;&rdquo;. Lo rende noto il capogruppo del Pd Roberto Cifarelli.<br /><br />Attraverso la mozione, &ldquo;che auspico venga sottoscritta ed approvata da tutti i consiglieri regionali &ndash; afferma Cifarelli – il Consiglio regionale a nome dei lucani potr&agrave; pronunciarsi in modo netto non solo contro l&rsquo;eventuale localizzazione del deposito unico di scorie nell&rsquo;area murgiana, ma dovr&agrave; scongiurarne l&rsquo;ipotesi anche in qualunque altra area della Basilicata in considerazione della elevata qualit&agrave; paesaggistica ed ambientale dell&rsquo;intero territorio regionale. A tal proposito analoga deliberazione &egrave; gi&agrave; stata assunta dai comuni di Rotondella, Scanzano, Tursi, Craco e Anzi a seguito delle sollecitazioni della associazioni antinucleari in occasione del dodicesimo anniversario della protesta di Scanzano, mentre anche altri Consigli comunali sono in procinto di deliberare&rdquo;.<br /><br />A parere di Cifarelli &ldquo;una ipotesi di questo tipo comprometterebbe qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e sociale, determinando una situazione di declino culturale, sociale ed economico.&nbsp;Il Governo nazionale, gi&agrave; nel 2003, tent&ograve; di realizzare il deposito unico in Basilicata, ed allora le istituzioni, gli enti locali, le organizzazioni di categoria, le associazioni, i cittadini seppero opporsi democraticamente ad una decisione tanto scellerata. Oggi una ipotesi di questo tipo che interessasse la Basilicata o la Puglia sarebbe ancora pi&ugrave; sbagliata, considerata la proclamazione della citt&agrave; di Matera a capitale europea della cultura 2019. Pertanto, solo con una forte azione congiunta e sinergica fra istituzioni e territorio possiamo respingere qualunque ipotesi che dovesse vedere coinvolta la Basilicata dalla Carta delle aree potenzialmente idonee e non piegare la testa&rdquo;.<br />

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