C’è una Basilicata che non è stata ancora inquadrata. È quella di chi ha deciso di restare, di chi custodisce borghi antichi con la determinazione di chi sa che la bellezza, se non è raccontata, rischia
di restare un segreto troppo pesante da portare. Oggi, i territori di Sasso di Castalda e Castelgrande si uniscono per lanciare una sfida al grande cinema: trasformare l’Appennino lucano nel primo
Distretto “Tra Terra e Cielo”.
Non è solo una proposta per le prossime stagioni di Imma Tataranni o per nuove produzioni; è un atto d’amore verso le proprie radici e un’offerta di bellezza pura al grande pubblico.
Sasso di Castalda è il borgo della verticalità che sfida il vuoto. Con il suo Ponte alla Luna, offre al cinema una metafora visiva potentissima: il superamento della paura, l’uomo sospeso tra le
montagne che cerca il proprio destino. È la terra che ha dato le radici a Rocco Petrone, l’uomo che guidò l’umanità verso l’Apollo 11. Raccontare Sasso significa raccontare il coraggio di chi osa, di chi parte e di chi, con il cuore, ritorna sempre.
A Castelgrande, il ritmo cambia. Qui la rivincita passa per lo studio, per la botanica e per lo sguardo rivolto verso l’alto. Con il suo Osservatorio Astronomico e lo storico Orto Botanico Gasparrini, il borgo si offre come il set dell’introspezione. È la Basilicata scientifica, silenziosa, capace di regalare uno dei cieli più bui e puri d’Italia. Un luogo dove il tempo rallenta e permette di inquadrare storie di mistero, di riflessione e di una profondità che il cinema contemporaneo insegue disperatamente. Castelgrande ha già dimostrato di saper parlare il linguaggio del grande schermo e della cultura internazionale, ospitando con successo eventi di respiro cinematografico come il River Film Festival.
“Un’esperienza che ha già rodato il territorio – spiegano i promotori dell’iniziativa – rendendolo capace di accogliere visioni, autori e troupe con una consapevolezza che poche altre aree interne possono vantare. Noi che viviamo e gestiamo questi territori sappiamo che il cinema può essere il motore di quella “tornanza” necessaria ai nostri borghi. Non offriamo solo panorami, ma un’identità culturale e politica che mette al centro le comunità. Siamo pronti a essere partner operativi, pronti ad accogliere le troupe con l’efficienza di chi è abituato a gestire flussi e con il calore di chi apre le porte della propria casa. Crediamo che la politica e l’arte abbiano oggi il compito etico di dare segnali forti alle aree interne, dichiarano i promotori della visione. Chiediamo alla Lucana Film Commission di scendere in campo al nostro fianco. Vogliamo capire come avviare un percorso tecnico per inserire ufficialmente queste location nei database di produzione. Non stiamo chiedendo un favore, stiamo offrendo una Basilicata ancora inedita, pronta a dialogare con il mondo e con il grande pubblico”. Sasso di Castalda e Castelgrande hanno già la luce giusta. Aspettano solo che qualcuno decida di accendere la macchina da presa e mostrare a tutti che, tra la terra e il cielo, esiste una Basilicata che aspetta solo di essere amata”.