Samela (Pd): Province non siano caprio espiatorio

“Il contesto attuale di emergenza economica e finanziaria chiama tutti al sacrificio, ma non si può buttare nell’arena l’anello debole della catena istituzionale. Il nuovo dettato normativo fa delle Province un capro espiatorio. A tal proposito non sono bastate le diverse analisi – per citarne solo alcune quelle del Censis, dell’Università Bocconi, dell’Istat, del Formez e dell’Università Politecnica delle Marche – tutte concordi nel valutare irrisorio il risparmio prodotto dall’abolizione di questi enti, né le recentissime riflessioni della dottrina, ad impedire che alle Province fosse notificato il “foglio di via”
dall’ordinamento costituzionale”.
Lo ha affermato il capagruppo del Pd in Consiglio provinciale Tommaso Samela, intervenendo ieri nella seduta convocata contestualmente da tutti i Consigli provinciali d’Italia, proprio per discutere del provvedimento che riguarda le Province.
Samela ha messo l’accento sulla necessità che le Regioni – perchè a loro è affidata la tutela costituzionale delle prerogative degli Enti locali – facciano ricorso alla Corte costituzionale, contro la legge in questione.
“Non si tratta – ha affermato – di una difesa di interessi di parte, ma di una legittima preoccupazione per il caos istituzionale che scaturirebbe dall’attuazione della legge così come approvata dal Parlamento. Il legislatore, di fatto, mira al cuore delle Province, demolendone lo status di ente territoriale di governo, cioè di ente a competenza generale.
“Serve – ha aggiunto Samela – un ente di area vasta, con funzioni che non possono essere gestite a livello comunale e tanto meno dalla Regione, pena lo snaturamento del suo ruolo di indirizzo, programmazione e controllo.
A dimostrazione di ciò, c’è il fatto che altri Paesi europei, come Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Spagna hanno nei loro rispettivi ordinamenti enti omologhi.
Ci sono funzioni e competenze, dalla viabilità e trasporti alla formazione e lavoro, dall’edilizia scolastica all’ambiente, che vanno organizzate su una scala territoriale ottimale. Di pari passo ci sono settori cruciali, come quello delle risorse idriche e dei rifiuti, le cui competenze, in seguito alla soppressione delle Autorità d’ambito, devono essere trasferite dalle Regioni a nuovi soggetti, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Il livello comunale non sembra idoneo ad assicurare una gestione integrata e senza costi aggiuntivi di tali funzioni.
“Occorre, quindi, procedere – ha concluso il capogruppo del Pd Samela- ad un forte riordino istituzionale che consenta di semplificare la Pubblica amministrazione, colpendo le reali inefficienze e superando enti e strutture che non abbiano una diretta legittimazione democratica e che non siano quindi responsabili nei confronti della cittadinanza. In questo contesto può e deve essere ridefinito chiaramente il ruolo dell’Ente intermedio, così come è previsto dalla Carta europea delle autonomie locali, ratificata dal nostro Parlamento”.
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