"Il 19 dicembre scorso, in barba a ogni rassicurazione data da Sarmi in persona e in spregio a tutte le manifestazioni di dissenso da parte di sindaci, amministratori, cittadini, sindacati e lavoratori, Poste Italiane ha chiuso 7 Uffici Postali e “razionalizzato” ovvero ridotto i giorni di apertura di altri 27 uffici.
Si chiude cosi il cerchio: l’azienda, dopo aver tagliato 50 zone di recapito, cala la propria scure sugli uffici, imponendo cosi’ la logica del profitto ad ogni costo a discapito di un’intera comunità e di lavoratori e lavoratrici che – come sempre – si accolleranno il peso dei tagli e della riorganizzazione.
SLC CGIL – dichiara la segretaria lucana Anna Russelli – si schiera senza tentennamenti al fianco dei lavoratori e della comunità lucana: la nostra regione soffre di desertificazione e di una grave condizione di disoccupazione alla quale, con questo scellerato piano, Poste Italiane contribuisce in maniera decisiva: posti di lavoro tagliati e uffici chiusi. Noi non ci stiamo.
Poste è un’azienda di proprietà pubblica che produce lauti utili e ha il dovere di investire risorse in una regione come la nostra: rifiutiamo con forza la logica dei tagli!
Bisogna ripartire dal luogo della contrattazione, dal rapporto col territorio: in questo senso, come più volte abbiamo proposto e come virtuosamente negli scorsi anni si era operato, si deve ripristinare e ripartire da un tavolo relazionale che veda la compresenza di OO.SS., Istituzioni e Azienda.
Ci auguriamo – conlcude Russelli – che alla convocazione del 14 gennaio p.v. presso la Regione Basilicata non vengano escluse le OO.SS. che sono soggetti indispensabili per la verifica di quanto l’Azienda dichiara. Non vorremmo che ancora, una volta, le istituzioni locali, ignare delle reali intenzioni di Poste Italiane, ricadessero nella rete delle promesse e delle bugie".
BAS 05