“Chi di Speranza vive di Speranza muore ” questa, secondo il consigliere regionale del Pdl, “potrebbe essere una sintesi, la più eloquente sul Pd di Basilicata”
“De Filippo e Folino alfieri del “PD & C. spa”, onnipresenti nelle stanze del potere che in questi anni hanno scientificamente basato il loro rapporto su un equilibrio fatto di spartizioni e clientele, si scontrano a muso duro, arrivando persino Folino ad asserire che “questo Pd rappresenta la peggiore Democrazia cristiana”. A dichiararlo, Gianni Rosa, vice coordinatore vicario del Pdl.
“Perché? – si chiede Rosa – Possiamo mai credere che sia solo una questione di moratoria sul petrolio o di Provincia di Matera? Le ragioni sono più profonde e si collocano esclusivamente nell’ambito delle ambizioni personali e di equilibri di potere. Lo scontro verte su questo, non sui problemi della Basilicata, la lotta è su chi deve avere o andare più avanti e non riguarda solo i due alfieri, ma tutti i vari esponenti del Pd che intrecciano tra loro alleanze compiacenti. Della riunione del Pd registriamo, alla fine, solo qualche scaramuccia sul posizionamenti dei big, delle nuove alleanze sancite tra i notabili e il debole intervento del segretario senza speranza e senza reale potere. Tutto ciò fa comprendere bene la situazione del Pd lucano. Non un partito ma una serie di grandi e piccoli partiti personali, cementificati sui rapporti diretti e non politici, le famose filiere che collegano direttamente il ras ai signorotti locali per il ristoro derivante dalla gestione del danaro pubblico. Un tale partito è normale che entra in fibrillazione in vista delle elezione politiche che significano promozione o bocciatura per troppi pretendenti”.
“Ma in questa guerra di tutti contro tutti – sostiene Rosa – di politica e proposte per il destino di questa regione non si è detto nulla, salvo le frasi di rito di quel teatrino partitocratrico. Alla fine resta la dura frase di Folino di un “Pd peggio della Democrazia cristiana” cui si affianca la nomina di Bruno Mandarino a direttore sanitario del San Carlo, con all’interno del suo curricula la militanza nel Pd di Lauria e con le medesime idee e simpatie dello stesso Folino, che completa così con questa nomina un ‘poker sanitario’: Assessore, Direttore generale e Direttore sanitario del San Carlo, ai quali aggiungere, in prestito, il Direttore generale del Dipartimento regionale (uomo di Santarsiero alleato oggi di Folino).Chiaramente le lottizzazioni di De Filippo sono di medesimo livello. Allora vogliamo veramente volgere lo sguardo ai fatti che accadevano nella prima repubblica, o è bastevole per indignarsi guardare quello che accade nella Basilicata di oggi, per renderci conto che nella nostra regione non è cambiato mai nulla. De Filippo e Folino, eredi della peggiore partitocrazia della prima repubblica, oggi protagonisti della seconda, come sosteniamo da sempre – conclude Rosa – sono le due facce della stessa medaglia, i loro litigi non per il bene della Basilicata, ma solo per rafforzare le loro personali filiere”.