“E’ possibile leggere due De Filippo: il primo ‘montiano’ che è sulle stesse posizioni del premier con la tesi che nel Paese c’è troppa spesa pubblica e fiducioso in una ripresa per il 2013 legata a congiunture finanziarie, il secondo autocritico”
“Non ho condiviso il comportamento, certamente inusuale, del presidente De Filippo di non leggere la relazione, limitandosi a consegnarla. Non credo in proposito che possa reggere l’alibi del richiamo alla correttezza di relazioni con partiti e consiglieri, per dirla chiaramente, l’alibi dell’iniziativa del consigliere Rosa del Pdl”. Lo ha sostenuto il capogruppo Sel, Giannino Romaniello, per il quale “nel merito è possibile leggere due De Filippo: il primo ‘montiano’ che è sulle stesse posizioni del premier con la tesi che nel Paese c’è troppa spesa pubblica e fiducioso in una ripresa per il 2013 legata a congiunture finanziarie; il secondo autocritico che si domanda le motivazioni del mancato soddisfacimento, nonostante le risorse ed i programmi messi in campo, di aspettative ed attese delle nostre popolazioni. Sono considerazioni – aggiunge – che insieme a valutazioni sul ruolo svolto dal sistema politico che ha ristretto ed ostacolato il privato e la società civile richiamano il centrosinistra a ripensare alla propria proposta progettuale”.
“In proposito – dice Romaniello – seguo con grande attenzione l’evoluzione del confronto a livello nazionale tra il Pd e Sel che, con la ricerca di una strategia di convergenze, ha come obiettivo principale la definizione di un nuovo centrosinistra aperto ai moderati per il Governo del Paese. Un progetto che riguarda anche la Regione per la necessità di innalzare il livello di qualità delle relazioni e aiutare la Basilicata a crescere a partire da due priorità: il lavoro e l’ambiente. C’è un altro aspetto essenziale: la riforma della Pubblica amministrazione per mettere definitivamente fine al sistema delle relazioni con l’economia che non ha favorito la modernizzazione. E’ in fondo questa la sfida dell’assestamento di bilancio anche se – afferma il capogruppo Sel – non dovremmo ridurci solo in queste occasioni a discutere di grandi temi e tornare ad affermare il primato della politica. E’ necessario però fare chiarezza per evitare la confusione di far rientrare il welfare nella programmazione delle occasioni e degli strumenti di sviluppo. Voglio dire che non c’entra nulla la forestazione con la tutela dei ceti sociali più deboli. Sul petrolio – evidenzia Romaniello – apprezzo la decisione di stoppare la ricerca sull’intero territorio. Essa è la migliore dimostrazione della consapevolezza che il Memorandum sul petrolio è morto perché questo Governo è incapace di garantire risorse finanziarie per infrastrutture, sviluppo e lavoro e punta solo alla riduzione della spesa energetica e a tutelare interessi delle compagnie petrolifere”.