La replica di De Filippo al dibattito consiliare. “Lo abbiamo dovuto fare nell’interesse della nostra gente, dopo aver atteso invano un’apertura. Più utile ai lucani non collegare questa partita a quella sul petrolio”
“Il ricorso alla Corte Costituzionale contro la ‘Tassa sulle disgrazie’ non è un atto contro il Governo, ma essenzialmente un atto in favore delle popolazioni lucane, e in questo delicato momento starei ben attento, nello spirito bipartisan in favore della nostra gente, a non sovrapporre la partita dell’alluvione al ragionamento sulle nuove intese per le estrazioni petrolifere”. Ha risposto così, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, alle sollecitazioni venute dal Consiglio Regionale nel corso del dibattito sulla decisione di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la parte del decreto mille proroghe che imporrebbe alle Regioni colpite da calamità di elevare al massimo tutte le imposte per poter accedere al Fondo Nazionale di protezione Civile.
“Abbiamo spiegato al Governo – ha detto De Filippo – che anche portando tutta la tassazione al massimo, ossia stremando il sistema produttivo e le famiglie della Basilicata, potremmo ricavare circa 40 milioni di euro. Si tratterebbe comunque di una somma insufficiente per far fronte ai danni e ci siamo detti disponibili a sostituire queste risorse con fondi propri. Anche perché il federalismo solidale che è stato varato prevede espressamente che i territori a bassa capacità fiscale siano sostenuti nell’ordinarietà da un fondo perequativo e sarebbe assurdo che tanto non accadesse in caso di calamità. E se è parso che il dipartimento nazionale di Protezione Civile avesse compreso il nostro ragionamento, anche perché nella stessa norma ci sono spazi che consentono di intervenire col Fondo Nazionale anche se le tasse non sono state portate al massimo, diversa è stata la posizione dei tecnici del Ministero dell’Economia che hanno troncato il ragionamento dicendo che se la Regione non dimostrava di aver aumentato al massimo le imposte era tutto inutile. Fino a quel punto avevamo scelto di attendere prima di presentare il ricorso alla Corte Costituzionale, ma poi abbiamo dovuto andare avanti”. Il presidente ha anche ricordato come fosse stata condivisa trasversalmente la scelta di chiedere di non applicare la previsione del ‘Milleproroghe’ all’alluvione lucana. “Una posizione – ha ricordato DE Filippo – che abbiamo condiviso unanimemente anche nella riunione che facemmo coi capigruppo e i parlamentari di tutte le forze politiche il 7 marzo per coordinarci nell’azione nei confronti del Governo”.
Quanto all’ipotesi di non collegare la vicenda alluvione al memorandum sul petrolio, De Filippo ha chiarito che quell’atto altro non rappresenta che “l’apertura di un ragionamento sulla questione petrolio, la disponibilità a ragionare. Su questo – ha detto – ho chiesto e ottenuto un mandato al Consiglio ed è chiaro che dovremo cercare di ottenere quanto possibile per la Basilicata, e se non sarà così saremo ancora una volta tutti insieme a rifiutare nuovi accordi. Ma nell’interesse della Basilicata è bene approfondire questi ragionamenti”.
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