"La sconfitta è netta. In Italia e in Basilicata e non è certo un fulmine a ciel sereno.
Il Pd di Renzi non ha voluto cogliere il senso della sconfitta del referendum costituzionale del 4 dicembre, ed ha proseguito la sua strada verso il 4 marzo azzerando praticamente ogni forma di pluralismo, come la composizione delle liste ha dimostrato. Questo arroccamento e la difesa dei più fedeli al segretario ha privato il partito di competenze e rappresentanza territoriale preziose". Così Vittoria Purtusiello,portavoce del Fronte Democratico.
"In Basilicata, il malessere dei lucani è manifesto ormai da tempo, fin dall’affermazione del quorum del 17 aprile contro lo Sblocca Italia dello stesso Governo Renzi.
All’ascolto continuo, con Fronte Democratico nelle piazze delle nostre comunità, avevamo provato ad esprimere tutta la nostra preoccupazione ma evidentemente il dato drogato delle primarie, che aveva visto trionfare Mario Polese, ha abbassato notevolmente la guardia. Eppure, non era complicato comprendere che quel dato non era rappresentativo del nostro elettorato ma frutto di competizioni locali generate anche dal numero enorme di candidati messi in campo. Le primarie hanno dimostrato di non aver avuto nessuna proiezione elettorale. Verrebbe da dire che sono state rottamate dal popolo.
Abbiamo affrontato la campagna elettorale da sconfitti, richiamando al voto solo le filiere personali, pensando fossero bastevoli per la conferma di un risultato che non è neanche lontanamente accettabile. Abbiamo rinunciato ad affrontare le questioni che stavano a cuore ai lucani, su tutte il lavoro, la difesa dell’ambiente, il petrolio, la sanità. Abbiamo rinunciato ad essere credibili, non ammettendo gli errori commessi. Una campagna elettorale non può essere condotta soltanto rivendicando risultati, avevamo il dovere di dire ai nostri elettori quale Italia volevamo e quale Basilicata. La Basilicata dei prossimi anni, del futuro, passa anche dalla capacità che avremo di chiedere maggiore autonomia come previsto dal comma 3 dell’art. 116 della Costituzione, materia complessa e parlamentare. Adesso, per noi, per il Partito Democratico, e per chi lo rappresenterà in Parlamento sarà certo più dura visti i numeri.
Alle porte, le elezioni regionali.
La sconfitta è di tutti, anche di chi ha deciso di non uscire giustamente dal Pd, e auspichiamo il prima possibile la convocazione della direzione per la giusta analisi ma non c’è dubbio che, per come sono andate le vicende negli ultimi due anni, ci sono responsabili principali dai quali ci attendiamo, non ulteriori arroccamenti come accaduto dopo il referendum del 17 aprile e del 4 dicembre, ma segnali netti ed inequivocabili, che sappiano corrispondere alla domanda di cambiamento per costruire un centrosinistra largo e plurale".
bas 02