Province, Venezia: grandi assenti a manifestazione di Matera

Il consigliere del Pdl nel lamentare l’assenza di D’Andrea, Colombo e altri rappresentanti istituzionali invita l'intera classe politica a dimettersi nel caso in cui in Parlamento non dovesse passare la richiesta di deroga

“La manifestazione tenutasi, oggi, a Matera, a consuntivo, è apparsa più come la celebrazione di avvio della campagna elettorale del Partito Democratico, ovvero di De Filippo e Folino, che come reale iniziativa di contestazione alla decisione, già assunta, di soppressione della Provincia di Matera”. A dichiararlo il consigliere regionale del Pdl, Mario Venezia che aggiunge: “dall'essere, nelle premesse, l'occasione per dimostrare la volontà lucana di conservare l'unità regionale, il teatro comunale si è trasformato nel palcoscenico dell'ipocrisia regionale e della strumentalizzazione, pro Pd, di un evento drammatico per la storia della Basilicata. Uno dei nostri problemi principali è che, spesso, abbiamo la memoria corta. Abbiamo dimenticato che la Basilicata esprime un sottosegretario di stato, quindi uomo di governo, il prof. D'Andrea ed un senatore a vita, padre costituente, Emilio Colombo che hanno brillato per la loro assenza, tanto nel corso di tutta la vicenda che nella manifestazione odierna”.

“Secondo me – prosegue Venezia – l'assenza di tali personalità, assenza non giustificata e non giustificabile, è la dimostrazione più forte che i giochi, a danno di Matera, sono stati già fatti. Se a queste assenze illustri aggiungiamo quelle dei sindaci del potentino, del sindaco Santarsiero, del presidente Lacorazza e di altri esponenti politico-istituzionali, Giunta compresa, di quella parte di regione, credo che, anche al più distratto degli osservatori, non possa sfuggire che la frammentazione della Basilicata sia già in atto. A questo punto, il Partito Regione ha trovato il modo, il più subdolo, per salvare la faccia e, quindi, recuperare, a Matera, una credibilità persa”.

“Fra tutti gli interventi – prosegue ancora Venezia – quello di De Filippo, incorniciato da digressioni di carattere polare, merita alcune considerazioni. Nel momento in cui il Presidente ha posto l'out-out al governo Monti ha dimenticato, volutamente ed in maniera grottesca, di ricordare alla platea che lo status delle cose è la conseguenza di una pessima conduzione della trattativa a livello regionale con la consueta abitudine di lasciare il cerino acceso nelle mani dell'ultimo e di decidere di non decidere. La naturale, conseguenza ê stato lo scontro tra i due sindaci in linea con il più classico gioco delle parti. Oggi, commessi errori madornali, si vuole aizzare la piazza sperando in una nuova Scanzano non considerando che sono cambiati i tempi e gli umori dell'opinione pubblica, assente alla manifestazione di oggi perché stanca dei soliti teatrini. Dopo il tentativo estivo di capeggiare la rivolta con la moratoria sul petrolio, fallita miseramente, De Filippo con il suo intervento ha voluto rispolverare vecchie battaglie con ridicole minacce. È chiaro che Matera è stata abbandonata proprio da chi oggi la vuole fomentare strumentalizzandola. Basta con le vuote parole, le false promesse, i proclami, gli inutili ottimismi, il rimbalzo delle responsabilità, le pagliacciate. Dobbiamo essere seri, rispettosi della comunità regionale e, di conseguenza, lanciare messaggi concreti, pragmatici ed efficaci”.

“Siamo davvero – si chiede il consigliere del Pdl – tutti convinti di voler, davvero, salvare l'unità regionale? Siamo certi che il campanile o il bieco interesse di partito non siano alla base degli errori commessi? Allora se siamo, tutti, convinti di questo e abbiamo serie intenzioni di dare una svolta alla politica dobbiamo essere uniti ed agire di conseguenza per salvare la Basilicata, non solo la Provincia di Matera. E allora, nel caso il cui in Parlamento non dovesse passare la richiesta di deroga e, quindi, la conservazione delle due province lucane, l'intera classe politica deve dimettersi. Si deve dimettere, in primis, il senatore a vita Colombo ( sarebbe l'atto più eclatante della storia repubblicana ), il sottosegretario D'Andrea, De Filippo, Folino e l'intero Consiglio regionale, tutti i parlamentari, i Presidenti delle Province e tutti i sindaci della Basilicata. I Direttori Generali delle aziende sanitarie, i presidenti e i consigli di amministrazione di tutti gli enti regionali devono rimettere il mandato. In definitiva la Basilicata politico-istituzionale, preso atto dello storico fallimento, deve rassegnare, seduta stante ed in concerto, le dimissioni irrevocabili”.

Caro De Filippo – conclude Venezia – il ruolo di Masaniello, combattente contro l'oppressione, non ti si addice, tanto più quando proponi strumenti di lotta inattuabili. Gli eletti dal popolo ed i nominati hanno un unico strumento, forte e persuasivo: le dimissioni immediate. Questa è l'unica strada che può ridare dignità alla politica e, forse, se percorsa contemporaneamente dalle altre regioni, nelle stesse condizioni della Basilicata, convincere il Parlamento ed il governo Monti”.

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