Prov Pz. Lacorazza su Patto stabilità: alleggerire i vincoli

"La proposta lanciata dal premier Mario Monti da Firenze sulla opportunità di incoraggiare gli investimenti per la broad band o l’agenda digitale e di non conteggiarli ai fini del Fiscal Compact apre uno spiraglio importante che a mio avviso deve tener conto, in particolare, degli investimenti del sistema delle autonomie locali che rappresentano la risposta più veloce ed efficace alla crisi in atto. Crisi che, ancora per molto tempo, rischia di mettere a dura prova la realizzazione delle opere e la resistenza del sistema delle imprese locali".
Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Potenza e dell’Upi Basilicata Piero Lacorazza, che nel riprendere le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la possibilità di migliorare il patto di stabilità “interno” che vincola gli enti locali, ha sottolineato la necessità di liberare dai vincoli di Patto, oltre agli investimenti in innovazione, anche gli investimenti per le infrastrutture, con particolare attenzione per quelli relativi alla  green economy, in grado di creare sviluppo e occupazione e di rappresentare, dunque, una concreta via d’uscita alla crisi economica.
“La proposta lanciata da Monti – ha continuato – può aprire anche una possibilità nei prossimi mesi per costruire le condizioni affinchè, così come condiviso nell’ultimo tavolo regionale di lunedì scorso, si possano portare fuori dal Patto le royalties del petrolio, che rappresentano compensazioni ambientali rispetto alle attività estrattive. Non possiamo vivere nel paradosso di avere le risorse derivanti dall’attività estrattiva  all’interno del patto di stabilità, dal momento che tali risorse non sono una spesa o un indebitamento ma appunto una compensazione ambientale per il rischio dei danni che le estrazioni possono generare. Stesso discorso vale per i fondi della ricostruzione post terremoto,  che vanno sottratti al patto. Pur essendo fondi in gestione ordinaria devono infatti essere trattati come quelli in gestione straordinaria perché tragedie come il terremoto sono uguali per tutti, indipendentemente dalle modalità con cui si gestiscono le risorse. Un altro punto riguarda l’accelerazione dell’attuazione dell’art 3 del Decreto “Salva Italia” e, in particolare, dei criteri di riparto – che dovrebbero tener conto dal mio punto di vista delle realtà virtuose – per la cifra da destinare alle Regioni, relativamente alla quota sponda per la spesa dei fondi strutturali. È necessario, poi, che nei prossimi giorni, rispetto al lavoro del ministro Passera sui crediti delle Pubbliche amministrazioni, si assumano scelte chiare in grado di liberare anche le stesse Regioni da quote del Patto, come per esempio può accadere sui contratti di servizio con Trenitalia.
Temi questi, fondamentali e rispetto ai quali si è avviata, a livello locale, una proficua interlocuzione nell’ambito del tavolo sul patto di stabilità istituito dal Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, con il coinvolgimento di tutti i soggetti economici e sociali, che ha già fatto registrare piccoli ma importanti passi in avanti. Si tratta, ora, di andare avanti e di proseguire questo anche con il Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento D’Andrea e con i parlamentari.  (r.s.)

bas 07

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