Programmi dell’accesso, Corecom presenta protocollo con Rai

Giuditta Lamorte, presidente Corecom Basilicata: “Una grande opportunità per il mondo dell’associazionismo”

&ldquo;I programmi per l&rsquo;accesso rappresentano una grande opportunit&agrave; per il modo dell&rsquo;associazionismo&rdquo;. Lo ha detto la presidente del Corecom Basilicata, Giuditta Lamorte nel presentare il protocollo d&rsquo;intesa sottoscritto con la Rai per l&rsquo;accesso radiofonico e televisivo alle trasmissioni regionali ai sensi della Legge n.103 del 14 aprile 1975.<br /><br />&ldquo;Il fine dei programmi &ndash; ha spiegato Lamorte &ndash; &egrave; quello di assicurare la diffusione della pluralit&agrave; delle opinioni e degli orientamenti politici e culturali. I soggetti che potranno accedere ai programmi Rai sono partiti e gruppi rappresentati in parlamento e in assemblee elettive locali, movimenti politici, organizzazioni associative delle autonomie locali, organizzazioni sindacali, confessioni religiose, enti ed associazioni politiche e culturali, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, gruppi etnici e linguistici e altri gruppi di rilevante interesse sociale e culturale&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Le modalit&agrave; di accesso alle trasmissioni televisive della Rai regionale &ndash; ha sottolineato la presidente del Corecom Basilicata – sono disciplinate dal regolamento approvato dal Corecom. I soggetti ammessi all&#39;accesso devono, nella libera manifestazione del loro pensiero, osservare i principi dell&#39;ordinamento costituzionale, e tra essi in particolare quelli relativi alla tutela della dignit&agrave; della persona nonch&eacute; della lealt&agrave; e della correttezza del dialogo democratico e astenersi da qualsiasi forma di pubblicit&agrave; commerciale. I soggetti che fruiscono dell&#39;accesso, nel produrre il proprio programma possono realizzarlo con mezzi propri, in modo autonomo, oppure possono avvalersi della collaborazione tecnica gratuita della Rai, in nessun caso la durata del prodotto sia esso televisivo, sia esso radiofonico potr&agrave; eccedere i tre minuti. Il Corecom regola non solo la partecipazione dei soggetti collettivi organizzati alle trasmissioni televisive di Rai Basilicata, ne esamina le richieste di accesso, ne valuta l&rsquo;ammissibilit&agrave; e adotta il piano trimestrale delle trasmissioni televisive, ripartendo tra i soggetti ammessi il tempo messo a disposizione dalla sede regionale della Rai, ma svolge, altres&igrave;, attivit&agrave; di vigilanza sulla conformit&agrave; del prodotto alle disposizioni normative, sulla corretta messa in onda da parte della Rai e sul rispetto del divieto, da parte dei soggetti ammessi, di fare comunicazione politica o di inserire pubblicit&agrave; commerciale nei programmi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; un&rsquo;iniziativa di libert&agrave; e democrazia&rdquo;. Cos&igrave; il consigliere segretario dell&rsquo;ufficio di Presidenza, Gianni Rosa (Lb-Fdi) che ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dal Corecom Basilicata.&nbsp; &ldquo;Un impulso, questo – ha detto – per dare voce a quel mondo dell&rsquo;associazionismo che molto spesso non ha la giusta visibilit&agrave;&rdquo;.<br /><br />Il direttore della sede Rai Basilicata, Giovanni Di Giuseppe dopo aver ricordato che i programmi dell&rsquo;accesso sono stati introdotti dalla riforma della Rai del 1975 ed interrotti, poi, nel 1987, ha posto l&rsquo;attenzione sull&rsquo;importanza del messaggio comunicativo. &ldquo;Tre minuti&nbsp; – ha detto – sembrano pochi ma se ben utilizzati rappresentano un&rsquo;importante opportunit&agrave; per raccontarsi e farsi conoscere. Bisogna saper attirare lo spettatore, raccontando storie, sperimentando forme grafiche di narrazione favorendo cos&igrave; l&rsquo;ascolto anche di un pubblico pi&ugrave; giovane&rdquo;. Poich&eacute; &ldquo;il rischio del &lsquo;fai da te&rsquo; &egrave; dietro l&rsquo;angolo&rdquo;, ha suggerito Di Giuseppe, &ldquo;&egrave; utile il confronto con i film makers, professionisti in grado di gestire la molteplicit&agrave; linguistica ed espressiva del mondo della comunicazione delle immagini&rdquo;. Il direttore della sede Rai Basilicata ha fatto riferimento anche alla&nbsp; crossmedialit&agrave;, alla possibilit&agrave; di mettere in connessione i mezzi di comunicazione l&#39;uno con l&#39;altro, grazie allo sviluppo e alla diffusione di piattaforme digitali. &ldquo;E&rsquo; necessaria la progettualit&agrave;&nbsp; &ndash; ha concluso -&nbsp; per questo &egrave; importante che le associazioni abbiano un &lsquo;Piano di comunicazione&rsquo;. La sfida potr&agrave; essere vinta se ci si sapr&agrave; raccontare senza essere noiosi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Salutiamo con grande piacere il ritorno di questo format radio televisivo&rdquo;. Lo ha detto Gianluigi Laguardia, componente del Corecom Basilicata che ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla Rai per la crescita culturale degli ultimi decenni. &ldquo;E&rsquo; un modo questo &ndash; ha sottolineato &ndash; per dare spazio e voce ai cittadini attraverso le associazioni&rdquo;.<br /><br />Presenti all&rsquo;incontro con i giornalisti il garante del contribuente, Domenico Zotta, il garante per l&rsquo;infanzia e l&rsquo;adolescenza, Vincenzo Giuliani, il difensore civico, Antonia Fiordelisi e Stefania De Stefano per il CSV Basilicata (Centro servizio volontariato). Da tutti parole di apprezzamento per l&rsquo;iniziativa che consentir&agrave; di usufruire di un mezzo per comunicare meglio le proprie attivit&agrave;.<br /><br /><br />

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