Progetto contro le dipendenze patologiche

Potenza, tra gioco e consapevolezza: l’Associazione Parimpari il 14 marzo presenta l’Open Day dell'iniziativa “Il filo della ragnatela”, sostenuto dalla “Fondazione con il Sud”, per avvicinae i giovani al mondo del volontariato e della partecipazione attiva.

Il Tablut

Un invito a riscoprire il valore del gioco, tra strategia millenaria e prevenzione dei rischi moderni. L’Associazione Parimpari, il 14 marzo alle ore 18.00, nella propria sede di Via delle Medaglie Olimpiche 12 a Potenza, apre le porte alla cittadinanza per un nuovo Open Day del progetto “Il filo della ragnatela”, sostenuto dalla “Fondazione con il Sud” e ideato per prevenire ogni forma di dipendenza patologica che possa attirare  giovani e giovanissimi del Potentino, avvicinandoli al mondo del volontariato e della partecipazione attiva.

Sarà un incontro dinamico e informativo, volto a presentare le nuove attività sul territorio e a promuovere una cultura del gioco sana e consapevole, unendo l’impegno sociale alla passione per la ludicità. Ad aprire i lavori e a presentare i partner sarà Gelsomina Salvia, referente del capofila del progetto, l’Associazione “Famiglie Fuori Gioco”. Il focus si sposterà poi sul binomio “Gaming e Gambling”, tema di forte attualità analizzato da Giuseppe Guarino di Parimpari, che approfondirà le differenze tra il gioco inteso come intrattenimento (gaming) e il gioco d’azzardo (gambling), soffermandosi in particolare sui meccanismi di quest’ultimo. Dalla teoria si passerà poi alla pratica: Gianpietro Guarino di Parimpari guiderà il pubblico alla scoperta del Tablut, noto anche come “Scacchi Vichinghi”. Si tratta di una delle forme più antiche di scacchi nordici, un gioco di pura strategia che affonda le sue radici nella tradizione dei popoli scandinavi e che si basa sul nobile principio del “saper perdere con onore”: qui la sfida intellettuale conta più del risultato finale.

La giornata si concluderà con una fase esperienziale: i partecipanti potranno esplorare i banchetti informativi allestiti dalle associazioni partner e, soprattutto, mettersi alla prova sulla scacchiera.

    Condividi l'articolo su: