Campomaggiore amplia la propria offerta culturale inaugurando il Museo Scenografico “Utopia”, che apre i battenti domani, nel centro del comune lucano, alle 17.30, e che oggi è stato presentato in anteprima alla stampa.
Si tratta di un allestimento creato all’interno di un palazzo del centro storico, su 100 metri quadrati di superficie e con cinque sale in cui si alterneranno pannelli espositivi, ologrammi, un teatro ottico, per far immergere lo spettatore all’interno della storia della nascita dell’idea della “città dell’Utopia”, che i Conti Rendina immaginarono a Campomaggiore a fine 1700, salvo poi dover rinunciare per una frana che sconvolse l’area e costrinse a riprogettare l’abitato dove attualmente è oggi.
Il museo, che si lega allo spettacolo “La Città dell’Utopia” (domani sera alle 21 si tiene la “prima” stagionale) è stato realizzato da un raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla EES Srl e da Forcopim grazie ad un finanziamento nell’ambito del Psr (Programma Strategico Rurale) della Regione Basilicata, nello specifico sulla misura 323, asse 3 (Diversificazione del reddito in ambito rurale – Recupero dei beni di rilevante pregio architettonico) ed è il primo intervento completato tra le 63 pratiche approvate dalla Regione, che sulla misura ha investito 17 milioni di euro, come ha spiegato il Dirigente Ufficio Economia, Servizi e Valorizzazione del Territorio Rurale del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione, Giuseppe Eligiato.
"La cultura della ruralità deve ormai assecondare linguaggi nuovi, multimediali, e al contempo portare il visitatore a vivere l’esperienza sui luoghi del vissuto delle storie narrate – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia -. La sfida nel medio periodo si vincerà se si riusciranno a mettere in rete piccoli e grandi attrattori lucani in chiave europea e internazionale, creando i presupposti per un richiamo di tipo turistico, con ricadute sull’economia locale, in particolare su ricettività, accoglienza, servizi e enogastronomia".
Il sindaco di Campomaggiore, Candio Tiberi, nell’assicurare che il museo scenografico resterà aperto per tutto l’anno e sarà oggetto di un’attenta opera di comunicazione, in particolare verso il turismo scolastico, ha ribadito il concetto di “rete”, spiegando che museo e spettacolo sono una parte dell’offerta che l’area dell’Alto Basento potrà garantire, nell’ambito di un concetto di “cultura della ruralità” che va assolutamente enfatizzato e trasmesso oltre i confini regionali.
Claudio Paternò, project manager, ha ulteriormente allargato il concetto, parlando di una valorizzazione culturale che, oltre ai sensi comunemente intesi, restituisce senso ai luoghi, alle storie, all’umanità e alla lucidità forse un po’ folle ma assolutamente avveniristica dei Conti Rendina, che progettarono la città dell’Utopia in grande anticipo rispetto agli altri progetti similari che in Italia e all’estero furono ideati. Uno step successivo del progetto sarà quello di mettere in rete tutte queste esperienze e costituire un circuito internazionale in grado di attirare curiosità e interesse.
"Per essere pronti ad aprirsi ad un turismo internazionale – ha concluso Domenica Mirauda di EES Srl – lo spin off accademico che si è misurato con successo in questa ambiziosa sfida tecnologica, oltre che di ricerca – saranno formati cinque operatori locali che dovranno iniziare a gestire la comunicazione turistica e i contatti con scolaresche e altri target interessati alle visite del museo scenografico, creando le basi per professionalità sempre più mirate da spendere in questa direzione".
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